Giovedì 24/09/2020
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Tragedia di Stifone: la mamma di Marianna condanna coloro che anzichè mostrare cordoglio per i tre ragazzi morti hanno pensato a divertirsi
La mamma di Marianna Boccolini, una delle ragazze morte nel tragico incidente di Stifone, ci ha inviato una mail, nella quale oltre a ricordare la sua povera figlia, parla dei giovani di oggi. Delle loro fragilità e del loro egoismo. La signora Maria Letizia Tomassoni, ringrazia le migliaia di cittadini narnesi che si sono stretti intorno al suo dolore ed a quello dei famigliari di Michael e Maria Chiara, ma nel contempo sottolinea l'atteggiamento di altri che del grave lutto se ne sono infischiati, pensando, a poche ore dalla tragedia, a divertirsi ed a incassare soldi. Come i gestori di quel "famoso" agriturismo di Ponte Caldaro, dove il giovedi sera si balla e si fa festa fino all'alba, grazie alla speciale concessione (una rarità...) data dal nostro sindaco ai titolari di quell'attività "agrituristica".
Ecco il testo integrale della lettera inviata agli organi di stampa dalla signora Maria Letizia Tomassoni, mamma di Marianna.
"Sono indignata e disgustata. Ho letto sul sito web di Narninews una notizia inaccettabile per me! Mentre a Narni il Sindaco con profonda sensibilità ed enorme rispetto altrui ha proclamato il LUTTO CITTADINO per la straziante perdita dei nostri figli, la sera del 19Agosto un branco di anaffettivi poveri di spirito e con il deserto emotivo, si sballava di divertimento all'Agriturismo di Ponte Caldaro (pubblicando peraltro le foto sul proprio sito facebook!!!). Ma la colpa è di questi giovani "analfabeti emotivi", deprivati dei sensi in modo quasi autistico e sprovvisti di risonanza emozionale e/o anche degli adulti che non hanno loro insegnato il valore della vita, del rispetto dell'altro, a "sentire la tristezza dell'uomo"-come diceva il poeta Hikmet-che non li hanno educati all'affettività? Sono forse venute loro a mancare l'educazione emotiva ed il dolore è espulso dal loro mondo perché troppo spesso abituati allo spettacolo della morte in modo anaffettivo? So che se fosse accaduto ad altri, mia figlia Marianna si sarebbe davvero indignata, lei che si faceva sempre paladina delle ingiustizie, lei che aveva vinto il premio Umberto Corradi in 3a media per la sensibilità con cui aveva affrontato il tema della xenofobia, lei che, rimasta ferita dalla morte di una coetanea del Liceo, si stupiva che mai nessuno la ricordasse, neanche con una commemorazione di pochi minuti! Scriveva quest'anno in un tema assegnatole dal professore di Lettere sull'adolescenza di oggi: "Si parla sempre più di generazione Q, ovvero a quoziente emotivo zero, una generazione di 'addormentati' che non hanno ideali, completamente disinteressati di tutto all'infuori di se stessi (…)", una generazione di omogeneizzati ed omologati, aggressivi, competitivi, estremi e soprattutto NICHILISTI perché, come dice il filosofo Galimberti, il nichilismo è l'ospite inquietante di molti giovani d'oggi ed un pericoloso nemico. Ella frequentava il Liceo Classico PNI con ottimi risultati, era stimata e dedita allo studio scrupolosamente e con dedizione e senso del dovere, trascorreva chiusa in casa l'inverno intero sui libri ad approfondire, a meditare ad es.su Foscolo o altri grandi temi di vita, amava la sua famiglia, i suoi amici, la vita, aveva grandi progetti, voleva fare il medico come me, quindi non parliamo di giovani costretti a stordirsi con alcool o extasy perché incapaci di emozioni forti, parliamo di tre giovani sfortunati segnati dal destino che vivevano le gioie semplici dei loro 18 anni! Data la loro natura buona, credo fermamente che non a caso siano stati "chiamati altrove". E quindi, proprio per rispetto della VITA che loro tanto amavano e rispettavano, e della MORTE che mai hanno voluto sfidare e MAI avrebbero voluto incontrare quella sera, io chiedo a tutti i nostri politici, di destra e di sinistra, di unirsi in un unico grande gesto emblematico che sia da monito e da esempio a tutti: non permettere MAI PIù all'agriturismo in questione di organizzare feste da ballo e restare semplicemente agriturismo quale esso è. Se gli adulti non danno l'esempio e non difendono la vita come possono pretendere che poi i giovani rispettino la propria VITA e quella degli altri, la MORTE e il DOLORE altrui? Fate un primo gesto per "alfabetizzare emotivamente" quei giovani, e sono molti, indifferenti e nichilistici. Punite le ingiustizie ma soprattutto divenite i “capitani coraggiosi” per quegli altri giovani che reclamano rispetto, emozioni e una guida da seguire e in definitiva qualcuno che li difenda dai soprusi emotivi e fisici".

Maria Letizia Tomassoni
30/8/2010 ore 0:12
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