Martedì 26/09/2017
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Stifone: gli speleologi dell'Utec scoprono nuove grotte, una di queste è stata intitolata a Daniele Di Sisto
Un’altra perla da aggiungere alla lunga e preziosa collana fatta di scoperte importanti, avvenute nel corso degli ultimi decenni. Gli speleologi dell’Utec Narni, hanno scoperto nei giorni scorsi sulla montagna di Santa Croce, una serie di grotte ancora inesplorate. Con l'ausilio dei moderni Gps e grazie all'uso del computer, gli esploratori narnesi hanno identificato un sistema di grotte e doline, che si sviluppano su un unica "faglia", cioè lungo una enorme frattura della roccia, che attraversa la montagna da Stifone fino a Montoro. “La grotta più grande – spiega Andrea Scatolini dell’Utec -, che si apre su questa spaccatura, conosciuta già come miniera di ferro nel 1700, è la Grotta dello Svizzero, profonda circa 60 metri, costituita da una serie di cunicoli, gallerie e salette per un totale di qualche centinaio di metri di sviluppo. Analizzando i dati Gps in nostro possesso e sovrapponendoli alle carte geologiche della zona, siamo riusciti a definire sul posto il vero tracciato della faglia, che verso Montoro dovrebbe formare la Grotta Celeste e la Grotta dei Veli ed è segnalata da diversi ‘segni superficiali’ come doline, piccoli avvallamenti e fratture della roccia; ma la parte più interessante dello studio in corso è quella che guarda in direzione di Stifone, dove si è scoperta prima una piccola grotticella ad un centinaio di metri dello ‘Svizzero’, poi una grotta molto più estesa allineata con le altre due. La nuova grotta ‘soffia’ aria, tanto da farci supporre un collegamento con zone molto più basse della montagna, perchè la frattura scende poi verso il Nera e probabilmente anche la ‘Grotta dell'Inzuppata’, un soffiatoio, una piccola frattura trovata sulle rocce sopra Stifone e forse anche le sorgenti a monte di Stifone si allineano su questa grossa faglia. Ci troviamo – continua Scatolini – quasi sicuramente di fronte ad un unico sistema di grotte che per qualche chilometro si aprono lungo un asse perpendicolare al fiume Nera, risalendo poi verso Narni, sul Monte Santa Annunziata, dove altre grotte hanno fatto sentire agli speleologi il respiro della montagna con il classico vento ipogeo. Nell'ultima punta esplorativa fatta nella nuova grotta, dopo aver verificato che le dimensioni sono abbastanza ragguardevoli e ci sono ancora diverse prosecuzioni possibili, è stato deciso di intitolare la grotta a Daniele Di Sisto, eccentrico e poliedrico speleologo dell'Utec, mai dimenticato, prematuramente scomparso”. Gli speleologi della vecchia guardia, affiancati dalle nuove leve, dopo aver portato a termine l'ultima esplorazione stimano la profondità della nuova grotta intorno ai 20 metri, mentre lo sviluppo planimetrico dovrebbe aggirarsi intorno ad un centinaio di metri. Nella settimane e nei mesi che seguiranno, si procederà a nuove prospezioni esterne lungo la faglia e al tentativo di aprire un varco nelle zone basse della Grotta Daniele Di Sisto per provare a connettere fisicamente, con passaggi a misura d'uomo, le varie grotte del sistema, e magari provare a raggiungere le "mitiche" acque sotterranee provenienti dalla Dorsale Amerina che, duecento metri più in basso, danno vita alle Sorgenti della Carestia, dell'Acqua del Fico, di Lecinetto e di Santa Rosa. Anche stavolta la leggenda di Massimino, il misterioso cercatore d'oro di Stifone narrato dei vecchi del paese non trova fondamento, perchè la grotta presenta evidenti e cospicue quantità di ossido di ferro, ma di oro, neanche l'ombra! ...e se da qualche l'oro c'è, prima o poi quelli dell'Utec Narni lo troveranno. convegno regionale di speleologia del 2013
8/10/2012 ore 14:35
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