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Slitta la riapertura della ex Tiberina, se tutto andrà bene la strada verrà completata per metà della prossima settimana
La ex Tiberina rimarrà chiusa ancora per qualche giorno. L’annunciata riapertura, nel tratto interessato dalla frana abbattutasi un mese fa nei pressi della galleria di Taizzano, per lunedì 16 gennaio non potrà aver luogo perché ci sono stati degli imprevisti che hanno costretto la ditta che sta eseguendo i lavori a ritardare i tempi. “Se tutto va bene riapriremo al traffico la strada mercoledi 18 gennaio – spiega il direttore dei lavori il geometra Claudio Di Mattia, purtroppo nel corso dei lavori al momento di realizzare un cordolo di cemento abbiamo trovato della pietra e questo ha rallentato tutta una serie di interventi che anziché meccanicamente si sono dovuti fare a mano. E meno male che in questi ultimi giorni non è piovuto – aggiunge Di Mattia – perché altrimenti la riapertura della strada avrebbe subito ulteriori proroghe”. In ogni caso Di Mattia ha assicurato che “entro la fine della prossima settimana, salvo improvvise recrudescenze delle condizioni climatiche, la strada potrà essere riaperta”. La notizia dell’ulteriore prolungamento della chiusura dell’ex statale non è certo stata accolta con entusiasmo dalle centinaia di persone che dal giorno della frana ad oggi hanno subito grandi disagi. Ma sapere che si tratta ormai di aspettare pochi giorni da un certo sollievo alla gente. Gli stessi esponenti di Forza Italia, che avevano minacciato di occupare la Flaminia se la Provincia non avesse terminato per tempo i lavori preso la frana di Taizzano, si sono detti soddisfatti dell’accellerazione imposta ai lavori dall’ente. Intanto dalla Provincia fanno sapere che in concomitanza con la chiusura della ex Tiberina “è stata colta l’occasione per bonificare il tratto a onte della strada, ovvero tutto il costone posto sul lato sinistro andando in direzione di Roma”. L’intervento ha interessato un ampio tratto, quello che va dal bivio con la ex statale Ortana fino a Taizzano ed ha permesso di verificare la consistenza del terreno e la sicurezza delle reti di protezione che da anni erano state sistemate su tutto il costone. Sono stati abbattuti rami pericolanti e piante che presentavano segni di cedimento. “Se non ci fosse stata questa occasione sarebbe stato impossibile – avverte Di Mattia – bloccare tutta la strada per procedere ad un intervento di questa portata”. Come dire, alla fine, che non tutto il male è venuto per nuocere.
14/1/2006 ore 5:20
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