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Selvantica: revocata l'ordinanza di "non potabilità" dell'acqua, il comune chiede ai residenti di pagare le spese
A Selvantica, zona situata lungo la provinciale per Sant'Urbano, uno dei problemi che assillano i numerosi abitanti è quello dell’acqua. Un problema molto serio, che a luglio di quest'anno aveva indotto il sindaco a firmare un'ordinanza nella quale dichiarava l'acqua che usciva dai rubinetti 'non potabile'. Sia chiaro, De Rebotti aveva agito su indicazione dei tecnici della Usl 2 che erano intervenuti in zona per fare i prelievi che poi avevano analizzato, dando il responso di non potabilità. Da qui la decisione del sindaco di sospenderne l'erogazione. Dire che la cosa mandò su tutte le furie i cittadini che abitano da queste parti è dire poco. Le reazioni furibonde non tardarono ad arrivare. Poi è arrivata una nuova ordinanza sindacale che ha di fatto revocato il precedente provvedimento. Tutto a posto, dunque? A giudicare da quello che afferma Sergio Bruschini (Forza Italia) nemmeno per idea, in quanto il sindaco avrebbe inviato una lettera ai residenti di Selvantica "dove li informa - riporta Bruschini -, che l’Ente si riserva la facoltà del recupero in danno delle spese sostenute". Leggo - spiega l'esponente di Forza Italia - dall'ordinanza del sindaco N.29 del 23.09.2016... 'a seguito della nota n. 162868 del 22/07/2016 con la quale la Usl Umbria2 comunicava l’esito delle analisi acqua non conforme ai valori di parametro art. 10 del Decreto Legislativo 31/2001; accertato che tale problema derivava dalla mancata o inadeguata gestione dell’impianto di clorazione da parte del condominio; L’Ente si riserva la facoltà del recupero in danno delle spese sostenute….'. insomma, osserva Bruschini -, il problema della non potabilità dell’acqua è stato addossato ai proprietari dell'impianto privato condominiale. Ovvero per le analisi, per il rifornimento idrico dell'acqua potabile e tutto il resto, gli stessi cittadini potrebbero vedersi recapitare le spese. Insomma, un intero complesso edilizio del comune, dove i residenti pagano regolarmente tasse e servizi, non ha un impianto idrico pubblico adeguato per la fornitura dell'acqua potabile, ed è costretto suo malgrado, nonostante le promesse reiterate nel tempo anche da un odg votato dal consiglio comunale, a dotarsi di un impianto privato e addirittura a pagarsi le spese determinate dalle conseguenze sofferte durante il periodo durante il quale l'acqua era stata dichiarata non potabile. Della serie, oltre al danno anche la beffa".
29/9/2016 ore 3:03
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