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Scoppia la lite sul rinnovo della convenzione per il canile di Schifanoia, Fiordi attacca tutti e spara a zero anche contro la Lanari
In lite per il canile. La decisione di prolungare di un altro anno ancora la convenzione che il comune ha stipulato con il canile privato di Schifanoia, ha provocato le ire di Fiordi (Pri) che ha attaccato la Giunta ed i consiglieri della maggioranza,ma anche la sua “alleata” Maria Lanari (An) che invece ha votato a favore di questa scelta. Ancora una volta Fiordi si è trovato solo contro tutti “a difendere gli interessi dei cittadini”, e ancora una volta sono emersi tutti i malumori che da troppo tempo a questa parte animano l’eterogenea truppa di consiglieri che compongono la minoranza in consiglio. I fatti. Il Comune di Narni è quello che, paradossalmente, conta la presenza all’interno del canile privato di Schifanoia di circa 150 cani, un numero spropositato se si considera che nei comuni vicini il fenomeno del randagismo, stando alle cifre dichiarate, pare quasi non esistere. Ad Amelia in un anno sarebbero stati solo una decina i cani fatti catturare dal veterinario della Asl, mentre a Calvi ed Otricoli nemmeno uno. “Possibile-dice Fiordi-che tutti questi cani randagi abbiano scelto il territorio narnese per scorazzare a loro piacimento e farsi prendere dagli accalappiacani? I cittadini lo sanno che ogni cane portato al canile di Schifanoia costa quasi mille euro all’anno, ovvero quasi il doppio di quello che i comuni pagano in altre zone d’Italia?”. Ed è su questo punto che il capogruppo repubblicano affonda i colpi della protesta: “Il comune ha deciso di fare una gara per assegnare l’appalto del canile, invitando a partecipare chi gli è parso e piaciuto e dunque facendo in modo che fossero ancora i titolari del ricovero di Schifanoia ad aggiudicarsi la convenzione, piuttosto che impiegare quei soldi per costruire un canile comprensoriale. Mi meraviglio che proprio la Lanari abbia appoggiato un disegno così meschino degli amministratori; lei che fino a qualche tempo fa aveva mostrato la sua contrarietà per il sito di Schifanoia. Questi voltafaccia sono inammissibili e disgustosi”. La reazione di Maria Lanari è quella di una belva ferita: “Fiordi viene a dire a me, che da una vita sono una volontaria ed accudisco ogni giorno cani e gatti, queste cose? Dove stava lui quando io difendevo i diritti degli animali e mi battevo in consiglio comunale? Cosa pretenderebbe Fiordi che ci fossimo opposti tutti quanti obbligando il Comune a ributtare in mezzo alla strada tutte quelle povere bestie che oggi si trovano nel canile? La proroga di un anno era necessaria. Poi si vedrà che fine farà il progetto del nuovo canile”.
Il canile di Schifanoia, a conduzione privata, ospita circa 150 cani. La maggior parte di essi sono stati abbandonati da padroni privi di scrupoli, altri sono invece dei randagi veri e propri che vengono frequentemente trovati dal personale della Asl sul territorio comunale. La struttura era nata per ospitare poche decine di animali ma nel tempo si è estesa fino a diventare un canile vero e proprio, sebbene sia priva di molti requisiti che sono viceversa in possesso dei gestori di canili pubblici. Il fenomeno del randagismo è dunque molto diffuso nel territorio narnese, di contro appare poco plausibile la faccenda in base alla quale i comuni confinanti affermino di non avere alcun problema in questo senso. Per realizzare un canile comprensoriale, al quale inizialmente dettero la loro adesione tutti i comuni del Narnese-Amerino, ci vuole quasi un miliardo delle vecchie lire. La Regione ha messo, già da qualche tempo a disposizione un fondo di circa 330 milioni di lire, ma sino ad oggi quei soldi non sono stati utilizzati ed il Comune di Narni continua a spendere circa 150.000 euro all’anno per pagare la “retta” dell’altissimo numero di cani custoditi nel canile privato di Schifanoia.
21/3/2005 ore 18:55
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