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Sant'Urbano in festa per le "Intusse", ad Itieli ce l'hanno con la Protezione Civile che una settimana fa ha "vietato" la Processione
Tornano le “Intusse”, una delle tradizioni più antiche del nostro territorio. Una tradizione esclusiva di una zona ben precisa di Narni, quella tra Itieli, Sant’Urbano e San Faustino. La processione con le speciali fiaccole non si è potuta svolgere la settimana scorsa ad itieli, per ragioni di “pubblica sicurezza” ma si farà regolarmente questa sera a Sant’Urbano dove si festeggia San Michele Arcangelo. E’ successo che ad Itieli, a causa del vento che avrebbe potuto lasciar partire delle scintille ritenute pericolose per il vicino bosco, la protezione civile aveva vietato l’accensione delle “Intusse” sollevando un coro di proteste da parte degli abitanti molto legati a questa tradizione. A Sant’Urbano, a tale proposito, per stasera nessuno vuol sentir ragioni: “Intanto non tira un alito di vento-dicono quelli del comitato-e poi noi faremo la nostra processione come è sempre stato. In tantissimi anni non è mai accaduto niente, non ha mai preso fuoco nemmeno un ramoscello, non vediamo perché debba accadere proprio quest’anno.” E così è tutto pronto per la processione in notturna di stasera, che partirà dalla chiesa di S. Michele Arcangelo fino alla chiesetta di S. Onofrio circa 500 metri fuori dal paese, che come al solito, si preannuncia molto partecipata e ricca di suggestione. Le "Intusse", ricordiamolo, sono delle fiaccole costruite con legno di pino secco che vengono accese e trasportate lungo tutto il percorso. La fantasia e l'impegno portano i Santurbanesi a costruire "Intusse" molto particolari e pittoresche che vengono valutate e premiate da una apposita giuria. La tradizione vuole che questa manifestazione sia nota per rendere omaggio al passaggio di San Michele Arcangelo a Sant' Urbano che lasciò in dono una chiave "MIRACOLOSA" che si crede abbia la virtù di guarire e preservare le ferite dalle infezioni. Le “Intusse” appartengono quindi un po’ alla tradizione pagana ed un po’ a quella religiosa, il portarle in processione richiama anche una sorta di rito propiziatorio che veniva fatto secoli fa dai contadini del luogo per invocare i santi e chiedere loro di ottenere una abbondante raccolta dai campi. Si finiva con canti, balli e grandi mangiate, un po’ come avviene oggi una volta terminata la processione quando dai panieri escono fuori le tradizionali ciambelle all’anice che vengono innaffiate dal buon vino locale. Tra una settimana l’usanza verrà ripetuta a San Faustino in occasione della festa di Santa Eurosia. Stesso cliché e stesso programma per una tradizione che si perde nella notte dei tempi.

24/5/2003 ore 15:15
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