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San Liberato: la scuola elementare rischia di chiudere per mancanza del numero minimo di alunni
Gli alunni sono troppo pochi. E la scuola dovrà chiudere. Il verdetto arriva all’indomani della approvazione della riforma Gelmini, che ha di fatto cancellato migliaia di plessi scolastici in tutta Italia. Ad andarci di mezzo anche la scuola comunale di San Liberato, più di sessanta anni di storia, che, a meno di improbabili miracoli, sarà costretta a chiudere i battenti a giugno del 2010. La scuola continuerebbe a vivere ancora un anno, poi verrebbe chiusa. Attualmente sono circa 35 gli alunni (contro il tetto minimo di 50 previsto dalla Riforma Gelmini) che frequentano le quattro classi (una è una interclasse) di questa scuola che ha formato generazioni di cittadini di san Liberato e che dunque rappresenta da sempre un punto di riferimento per l’intera comunità. “E’ vero – ha detto il sindaco Stefano Bigaroni, ‘sanliberatese’ doc, sebbene lui le elementari le abbia fatte a Narni Scalo -, la scuola elementare è un baluardo di questa frazione e ‘tagliarla’ significherebbe creare un grosso danno al tessuto sociale del paese stesso. Per parte nostra ci stiamo impegnando perché questo non accada e quindi in questo senso, voglio tranquillizzare tutti gli abitanti di San Liberato e in particolar modo i genitori degli alunni che sono molto preoccupati”. Con la stessa caparbietà del sindaco anche l’assessore alla Scuola Francesco De Rebotti si dice convinto che “la spunteremo su quelle che ad oggi sembrano essere le decisioni del Governa nazionale di far chiudere questo plesso scolastico. Fortunatamente abbiamo davanti a noi del tempo sufficiente per intraprendere tutte le azioni volte a contrastare questa malaugurata evenienza e ci siamo già attivati per evitare qualsiasi rischio”. Docenti, genitori, e un po’ tutti i cittadini di San Liberato chiedono però di non perdere nemmeno un minuto e di coinvolgere in questa loro battaglia tutti gli organi istituzionali della regione. “I nostri bambini hanno diritto ad avere una scuola nel loro paese di origine – dicono -, anche perché con i progetti che ci sono in ballo (Agrivillage e altri insediamenti turistico-commerciali n.d.r.), questa zona si espanderà moltissimo da un punto di vista demografico. Togliere oggi la scuola significherebbe doverla riaprire da qui a qualche anno. Che senso avrebbe prendere un provvedimento del genere?”. Nella malaugurata ipotesi che la decisione del Governo dovesse andare avanti, i genitori sarebbe costretti a mandare i loro figli, dai 6 agli 11 anni, alla scuola elementare più vicina, che sarebbe poi quella di Narni Scalo. Con disagi inevitabili per molti genitori che mal sopporterebbero l’eventuale cambiamento che sconvolgerebbe delle abitudini che appartengono alla storia ed alle tradizioni di questa piccola comunità.
14/5/2009 ore 1:31
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