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"Roccamercato": il Comune spende decine di milioni per valorizzare i prodotti tipici di altre regioni ma non quelli narnesi
Un’altra edizione andata in archivio tra l’indifferenza della gente e qualche polemica. “Roccamercato”, la mostra mercato dell’enogastronomia e dell’artigianato, anche quest’anno ha deluso le aspettative. Complessivamente è stata poca la gente che ha visitato gli stand di piazza Acquanova e solo domenica mattina, quando sul parcheggio del Suffragio sono arrivate una cinquantina di “Ferrari” che partecipavano ad un grande raduno, la mostra si è animata. La decisione di spostare questa rassegna, nata alcuni anni fa alla Rocca e poi trasferita in piazza dei Priori, dal centro della città a piazza Acquanova è stata presa dal Comune a seguito della indisponibilità di piazza dei Priori. Ma decentrare in un luogo poco frequentato una manifestazione di questo genere non ha portato fortuna. Le polemiche anche quest’anno non sono mancate. Nella scorsa edizione era stato attaccato ferocemente l’ufficio turismo del Comune, che organizza la mostra, per aver allestito una sorta di “baraccopoli” in piazza dei Priori, ricorrendo a delle orrende strutture metalliche per realizzare gli stand. Quest’anno, per non incorrere nello stesso errore, il Comune ha pensato di spendere qualche milione in più affittando una tensostruttura modulabile. A guadagnarne è stato di sicuro il colpo d’occhio perché da lontano la mostra faceva il suo effetto, quello che però è stato criticato da molti è stata la totale assenza di prodotti tipici del nostro territorio dai banchi espositivi. C’erano aziende della Sicilia e della Sardegna, come pure di altre regioni lontane, ma questa fetta dell’Umbria non era rappresentata. Niente a che vedere, insomma, con il concetto della valorizzazione dei prodotti tipici locali.
18/5/2005 ore 10:55
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