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Ponte San Lorenzo: il vescovo Paglia ha posato la prima pietra per la costruzione della nuova chiesa della frazione
Domenica scorsa il vescovo Vincenzo Paglia ha presieduto a Ponte San Lorenzo alla celebrazione per la benedizione della prima pietra e dell´area di cantiere per la costruzione del nuovo complesso parrocchiale. Alla celebrazione hsmmo preso parte le autorità cittadine, i sacerdoti della vicaria di Narni e una rappresentanza della frazione di Poggio di Roio dell´Aquila gemellata con il santuario della Madonna del Ponte a Narni scalo, dove lo scorso 3 maggio il vescovo ha celebrato la festività della Madonna della Croce ricevendo quale simbolico dono un vaso con le macerie del Santuario della Madonna della Croce che saranno parte della prima pietra che il vescovo benedirà domenica prossima. La struttura che sarà realizzata a Ponte San Lorenzo, su progetto degli architetti narnesi Alberto Matticari e Sandro Anelli, comprende la chiesa parrocchiale, la casa canonica e i locali annessi necessari a svolgere le attività educative e formative per la comunità. La struttura principale si sviluppa lungo un asse longitudinale che dall´ingresso della chiesa conduce all´altare, riproponendo la tradizionale tipologia a "croce" a navata unica. Una comoda ed accogliente chiesa con una distribuzione degli spazi tali da creare una zona vicino all´altare, destinata ad accogliere i fedeli nelle ore di minima affluenza e l´altra zona più vicina all´ingresso, per accogliere la massima affluenza domenicale. Il complesso comprende l´aula liturgica, la sagrestia, l´ufficio parrocchiale e altri vani per una superficie di 632 mq. Gli spazi per il ministero pastorale comprendono otto vani per catechesi, sala polivalente con servizi, spazi tecnici e vani accessori per una superficie di 496 mq., parzialmente ubicati al di sotto della chiesa e con questa direttamente collegati. La casa canonica sarà di 150 mq. Separata dal complesso della in posizione contigua all´ingresso principale dei locali per il ministero pastorale. La struttura tende ad esprimere valori comunicativi e attraverso la sua architettura vuole proporre, sia al credente che al non credente, un linguaggio che si avvicini il più possibile a quello a cui quotidianamente si è abituati.
20/5/2009 ore 11:40
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