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Paolo Federici prende le distanze dai comunisti italiani, critica il foglio che era stato affisso in bacheca e "difende" a spada tratta Bigaroni
Il “mistero” della bacheca del Partito dei Comunisti Italiani non è stato ancora chiarito. Come si ricorderà la settimana scorsa qualcuno vi aveva affisso un foglio contenente accuse pesantissime nei confronti del sindaco Bigaroni. Dal tipo di accuse rivolte al primo cittadino narnese si era capito chiaramente che a scrivere quel documento era stato qualcuno informatissimo dei fatti riguardanti la vita politica della nostra città. Tra i “rimproveri” mossi al sindaco quello di aver sostituito l’assessore dimissionario Onofri con un altro uomo della stessa lista senza aver “aperto” verso il partito dei comunisti italiani. Ma nel foglio esposto in bacheca c’erano anche una serie di altre frecciate velenosissime e persino offensive rivolte ai collaboratori che Bigaroni si era scelto dopo la sua elezione.
Quel foglio è stato “su” un paio di giorni. Poi qualcuno lo ha tolto dalla bacheca. Nessuno si è assunto la paternità di quel documento: a Terni dicono di non saperne niente, a Narni pure. Ivano Ricci, che nella nostra città rappresenta i comunisti italiani, risulta essere fuori dall'Italia. Ecco però che dal silenzio generale esce fuori Paolo Federici, ex consigliere comunale ed ex aderente al Pdci. Il suo intervento è una vera e propria arringa difensiva fatta nei confronti del sindaco Bigaroni, verso il quale usa toni quasi “affettuosi”; niente a che vedere con quelli del “foglio velenoso”.
“Nel 1998 fui tra i primi 50 in Italia a lavorare per creare un nuovo Partito Comunista (il futuro PdCI), trovandomi in netto contrasto con le posizioni di Rifondazione ed ispirato ai valori del socialismo-attacca Federici nel comunicato inviato a Narninews- putroppo anche nelle espressioni politiche e partitiche più “nobili” può scapparci la “pecora nera”, l’individuo o gli individui che si inseriscono per scopi ambiziosi e personali, che nulla hanno a che fare con la cultura comunista.” Federici lascia intendere che il foglio affisso in bacheca sia stato più una iniziativa di qualcuno che aveva da sfogare dei “rancori” personali verso il sindaco che non un atto ufficiale del partito, Insomma una iniziativa personale.
“la mia coscienza di uomo politico-sottolinea Federici-mi impone di esprimere tutto il mio dissenso circa i contenuti del foglio esposto nella bacheca del Pdci di Narni, dove per bassi fini “poltronieri” e personalistici, che nulla hanno a che fare con la morale comunista e tanto meno con la politica, si sferra un becero attacco a livello personale al sindaco, con il chiaro intento di rivendicare una poltrona da assessore. Prendo le doverose distanze da queste posizioni, da chi le ha autorizzate e da chi, per oltre un anno, non è stato in grado di allestire una sola iniziativa sulle molteplici occasioni della congiuntura politica. Il peso di una forza di sinistra si misura con la sua capacità di fare politica, di essere protagonista nella società, non mendicando posti alla maniera della vecchia socialdemocrazia nostrana.
Voglio esprimere, pertanto, tutta la mia solidarietà al sindaco Bigaroni, ricordando che io, insieme agli altri compagni di partito, fummo tra i primi a lavorare a Narni per la sua candidatura, ancor prima che i DS decidessero di candidarlo. Tutto questo senza accordi, “accordicchi” o contropartite, ma solo con la consapevolezza di lavorare per il bene della città. Stefano queste cose le sa.”
19/4/2003 ore 10:00
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