Lunedì 23/09/2019
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 01:30
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Otto marzo: da Roberta Isidori un pensiero riconoscente rivolto alle donne del passato ed un invito ad "unirisi" a quelle del presente
E’ ancora l’otto marzo. E’ ancora tempo di ricordare, è ancora importante fermarsi a riflettere. Voglio dedicare questa giornata alle tante donne invisibili, a quelle che, loro malgrado, non hanno spazio, non sono considerate. Vorrei dedicare questa giornata a quante non hanno voce perché non sono ascoltate o perché semplicemente, preferiscono il silenzio e l’esclusione. A loro e a tutti quanti lo abbiano dimenticato o ignorato vorrei ricordare che quest’anno una donna (Benazir Bhutto), ha perso la propria vita in nome della democrazia e del riscatto del proprio Paese. Vorrei ricordare le tante donne che in passato hanno contribuito alla lotta per la resistenza o alla costruzione della nostra Costituzione. A queste donne, in particolare alle più giovani, vorrei ricordare coloro che hanno combattuto le battaglie per la emancipazione, per la libertà e l’uguaglianza sociale nella differenza di genere, coloro che le consentono oggi di avere accesso alle professioni, a tutte le professioni, ed una legislatura di tutela del lavoro femminile, delle lavoratrici madri, delle pari opportunità. A tutte quante noi questi paiono (e formalmente sono) dei diritti acquisiti, che ci lasciano libertà di scelta. Ma non sempre siamo capaci di scegliere e quando lo facciamo non sempre siamo messe in grado di arrivare fino in fondo. Sempre dobbiamo dimostrare di essere all’altezza, sempre siamo giudicate con più rigore e secondo parametri diversi. Spesso liberamente scegliamo la schiavitù cui sottoporci e pensiamo di essere realmente libere scegliendo di rinunciare a qualcosa… Per questo ha ancora un senso parlare di “otto marzo”, per questo e per mille altri motivi, per dire dei “No” grandi e categorici alla violenza, allo sfruttamento e grandi “Si” alla vita , al rispetto, alla uguaglianza nella differenza.
Vorrei dire a tante giovani che abbiamo un grande debito di riconoscenza nei confronti di chi ci ha preceduto ed ha avuto l’intuizione e, soprattutto, il coraggio di ribellarsi e lottare per tante giuste cause. Allora, il minimo, davvero il minimo che possiamo fare è conoscere, comprendere ed essere pienamente consapevoli della nostra storia, della storia delle donne che sono state nostre madri e nostre nonne, non solo biologicamente, ma moralmente. Vorrei concludere con un appello: siamo più solidali tra di noi, siamo finalmente capaci di “difenderci” e sostenerci a vicenda; non siamo, per una volta, le prime a giudicare ed a scagliare pietre nei confronti di chi è semplicemente “una di noi”…
Roberta Isidori
8/3/2008 ore 0:46
Torna su