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Ospedale comprensoriale: l'assessore regionale Rosi è perentorio: "Narni deve mettersi in testa che per fare il nuovo si dovrà chiudere il vecchio"
Poche, semplici e chiare. Le parole dell'assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi. Che dice: "Io voglio l'ospedale", significando non solo una sua volontà ma una necessità diffusa e vitale per la ristrutturazione di tutto il comparto sanitario umbro. Al centro del dibattito le posizioni su cui sembra essersi arroccato il Comune di Narni che insiste nel chiedere al posto della "vecchia" struttura sanitaria un centro di riabilitazione fisioterapica provinciale. Servizio questo che la bozza di accordo improntata dalla Regione vorrebbe invece inserito all'interno della nascitura struttura comprensoriale. Per questo Rosi definisce quella narnese come una "richiesta assurda. Non capisco - continua -perché poi si continui a tirare in ballo la Regione sulla questione dei centri storici. Capisco le preoccupazioni per un possibile impoverimento dei borghi, ma questo è un aspetto che non può essere collegato alla ristrutturazione sanitaria". In sostanza Rosi non può che dare credito a volontà di sviluppo economico e sociale. Ma sono questi aspetti che dovranno essere affrontati in un momento successivo. Per ora sul tavolo c'è il documento della Regione che impone tempi di approvazione rapidi. Dopodiché si potrà passare ad analizzare aspetti, diciamo così, più marginali rispetto a quello che è il problema principale. "La Regione farà la sua parte per programmare gli interventi finanziari necessari ma è ovvio (come poi è anche scritto nella bozza di accordo) che una parte dei fondi debba arrivare dalla vendita dei due attuali presidi. Che poi questi - continua l'assessore - vengano venduti tutti o in parte oppure acquisiti dai Comuni, non è poi così importante". Nelle altre parti dell'Umbria in cui si sta cercando di accorpare strutture sanitarie (Gualdo-Gubbio e Todi-Marsciano) si è proceduto in questo modo. "Semmai - dice Rosi forse con un velo di sarcasmo - dovrebbero essere i Comuni che perdono l'ospedale a cercare di avanzare qualche tipo di richiesta". Nel caso, rientrando Cammartana nel municipio narnese, Narni non dovrebbe chiedere nulla di particolare. "Tanto meno - è ancora Rosi - la creazione di un servizo sanitario. Tutto quello che riguarda la cura e la salute dei cittadini dovrà essere ricompreso all'interno del polo unico, altrimenti sarebbe inutile farlo". Perché la ristrutturazione sanitaria passa anche attraverso una ottimizzazione delle risorse finanziarie a disposizione. A tal proposito, l'assessore regionale accenna anche a qualcuna delle strategie possibili per finanziare la struttura comprensoriale. "La Regione ha manifestato la sua disponibilità a ricercare una parte dei fondi necessari. Sarà anche necessario aspettare nel caso in cui il governo centrale decidesse di tornare ad investire sulle strutture ospedaliere e comunque di strade da percorrere ce ne sono diverse. Posta la necessità di poter disporre del patrimonio immobiliare dei Comuni, la Regione può scegliere di individuare mutui, progetti di finanza o fonti ancora alternative. Sono questi però aspetti che riguardano e impegnano la Regione in prima persona". Quindi, l'invito velato è a aderire alla proposta di palazzo Cesaroni per mettere dunque in moto un percorso finalmente operativo. Lei crede che questi ritardi e le prossime elezioni possano allontare l'obiettivo? "Non penso alle elezioni, penso soltanto all'ospedale".

10/7/2004 ore 4:18
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