Venerdì 14/08/2020
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Operazione antidroga dei carabinieri: arrestati cinque giovani sospettati di aver spacciato 3 chili di cocaina
I carabinieri del Nucleo Investigativo di Terni hanno eseguito una misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Terni nei confronti di cinque cittadini albanesi. I reati contestati parlanto di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. Gli arrestati sono sospettati di aver rifornito la piazza ternana di circa 3 chilogrammi di cocaina in meno di due settimane, riuscendo ad acquistare, confezionare e poi a vendere un chilo di cocaina per volta in pochissimi giorni. Le indagini, portate avanti dagli uomini dell’Arma coordinati dal Pm Marco Stramaglia e con la supervisione del Procuratore Alberto Liguori, sono partite sviluppando gli elementi investigativi emersi a seguito dell’arresto, effettuato da un equipaggio della Sezione Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Terni nel marzo di quest’anno, di un cittadino albanese, trovato in possesso di 500 grammi di cocaina suddivisa in dosi e di 14.000 euro in contanti. L’attività investigativa, a cui era stato dato il nome di "Quarantena", ha permesso di accertare che i cinque stranieri destinatari dell’ordinanza si sarebbero occupati di acquistare lo stupefacente nel nord Italia e di trasportarlo fino a Collescipoli dove, all’interno di un’abitazione appositamente affittata, procedevano a confezionare le dosi che immettevano senza soluzione di continuità sul mercato ternano. L’illecita attività svolta all’interno di quell’abitazione, monitorata dagli investigatori con alcune telecamere, è stata ulteriormente provata da una perquisizione svolta nei giorni scorsi e nel corso della quale sono stati arrestati in flagranza i cinque albanesi ai quali sono stati sequestrati poco più di 300 grammi di cocaina, tutto il materiale per il confezionamento delle dosi, vari bilancini di precisione e quasi 5.000 euro in contanti. I cinque soggetti, ancora in carcere a Sabbione a seguito dell’arresto in flagranza, si sono visti notificare dai carabinieri la misura cautelare in carcere riguardante fatti antecedenti all’arresto, scoprendo così di essere stati pedinati e controllati per giorni.
10/7/2020 ore 10:25
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