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Narni: venerdi 5 febbraio al San Domenico presentazione di un libro sulla famiglia Cardoli
Un libro che racconta la storia della famiglia Cardoli, storicamente una delle più importanti di Narni. Informazioni, stori, abitudini, episodi e notizie,sono state, raccolte nel secondo volume realizzato dal professor Francesco Luisi per il Rotary Club di Narni e Amelia. La presentazione è fissata per venerdì 5 febbraio alle 17 all'auditorium San Domenico, con Luisi, storico, ricercatore, docente e massimo esperto di storia della musica e paleografia musicale in molti atenei italiani ed esteri, il presidente del Rotary, Andrea Moretti e il professor Roberto Stopponi studioso del centro studi storici narnesi. "Bisogna sottolineare l'impresa sostenuta dal Rotary Club che, dopo tre anni dalla presentazione del primo volume sulla famiglia Sacripante, prosegue questa interessante collana con la famiglia Cardoli", ha commentato Luisi. Un lavoro pazzesco di ricerca quello di Luisi: "Tutto è iniziato alla fine degli anni novanta quando insegnavo all'Università di Urbino. Lì scoprii che vi era stata trasferita tutta la biblioteca dei Cardoli dopo che l'ultima erede aveva sposato un esponente della famiglia Pianeti, altra dinastia potentissima. Un lavoro durato 15 anni necessari per analizzare migliaia di documenti, lettere, contratti e altro". Una famiglia che evoca discendenze con Federico Barbarossa, Erasmo Gattamelata e che era importantissima anche nella vicina Roma grazie soprattutto a Monsignor Andrea Cardoli. Non è stato facile sintetizzare questa mole di documenti: "Il mio imbarazzo di fronte a pagine e pagine di informazioni è stato enorme: dovevo costruire una storia che stesse in piedi senza tralasciare i fatti più importanti e che ricostruisse gli alberi genealogici della famiglia. Le 150 pagine che presenteremo sono un ottimo risultato e riusciranno ad appassionare il lettore". Anche perché sono tantissimi gli spunti che lancia questo lavoro: "Scopriamo finalmente cosa accadeva nel piccolo teatro del palazzo comunale, che la biblioteca della città la costruì un Cardoli spendendo una somma pari a tre volte il valore di palazzo Sacripante, sappiamo come funzionava la vita della città, come funzionavano i processi e la funzione delle Grazie negli anni della peste”, conclude Luisi.
5/2/2016 ore 11:48
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