Domenica 23/07/2017
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Narni: venerdi 21 luglio torna nel centro storico "Gioca e mettiti in gioco"
Si svolgerà venerdì 21 luglio la nuova edizione di "Gioca e mettiti in gioco". La manifestazione avrà luogo nel centro storico di Narni a partire dalle 20,30. Una intera notte dedicata ai bambini e alle famiglie per ricordare l'importanza del gioco come strumento di socializzino, condivisione e crescita. Molte le associazioni del territorio, gli artisti e i volontari coinvolti nell'iniziativa che vede, quest'anno, la direzione artistica coordinata da Balletto di Narni. Tutte le immagini e le novità dell'evento saranno pubblicate nella piattaforma web interamente dedicata all'arte, un contenitore per creativi e amanti delle arti a 360 gradi: www.esibit.com. Arte e tecnologia, dunque, rappresentano un binomio inscindibile oggi più che mai.
LE ORIGINI DEL GIOCO
Come si divertivano i ragazzi di duemila anni fa? Come giocavano i bambini di ieri? I bambini, greci e romani, conoscevano la palla, giocavano a mosca cieca o con le monete? E quale atteggiamento assumevano gli adulti, di allora, nei confronti dell’attività ludica? Nell’espressione "gioco”, accanto all’elemento ricreativo, culturale e pedagogico, dimora un profondo valore storico e antropologico. Lo stesso Platone riteneva che il gioco fosse utilissimo per la formazione dell’infante, gioco educatore, in special modo quelle attività svolte in gruppo e che privilegiavano il movimento fisico e l’integrazione maschio-femmina; il tutto doveva avvenire, naturalmente, sotto il controllo dei grandi. Dalla notte dei tempi, i bambini hanno sempre giocato. Il gioco attraversa tutta l'infanzia e accompagna ogni tappa della crescita, creando un ponte tra realtà e fantasia. Non è una frivolezza o una inutile perdita di tempo: al contrario è il campo privilegiato dove il piccolo scopre e si misura con il mondo. Ma è solo a partire dall'Ottocento che, gli studiosi dell'infanzia hanno iniziato a indagare sul valore dell'attività ludica mettendo l'accento su aspetti diversi. Il gioco esiste dalla notte dei tempi (come testimoniano reperti di scavi archeologici) ma il bambino stesso non ha sempre goduto dell'attenzione che consideriamo 'normale' assegnarli oggi. Per questo, solo con il nuovo interesse verso l'infanzia, che si diffonde a partire Ottocento, si inizia a indagare sulla valenza del gioco per la crescita. In ogni epoca, l'infanzia si è 'misurata' con la realtà attraverso il gioco: un mezzo indispensabile per acquisire nuove competenze ed entrare in relazione con il mondo circostante in modo diverso a ogni fase della crescita. I giochi, sono sempre figli del tempo e si adattano al contesto sociale nel quale si svolgono. Ieri non esisteva nessun disturbo dall’esterno, niente TV, niente computer, scarsissima produzione industriale di giocattoli con, in compenso, una solida presenza di rapporti interpersonali e di socializzazione. Era considerato importante lo stare insieme, anche i momenti di lavoro si trasformavano in occasione di socializzazione. La persona allora era al centro della società e il gioco era di tipo collettivo-creativo e ad alto contenuto sociale. La maggior parte dei bambini di oggi non sa più cosa voglia dire avere un cielo azzurro sulla testa, schiacciati dalla loro passività di soggetti cresciuti davanti alla TV, con gli occhi abituati ad incamerare sempre più immagini e a produrre sempre meno parole. E' il gioco libero quello su cui intendiamo puntare l'interesse, nel gioco spontaneo il bambino è protagonista attivo. Anche per questo, i giocattoli semplici sono molto più stimolanti. Il gioco è così importante per lo sviluppo ottimale dei bambini da essere riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale di ogni bimbo contribuendone al benessere, sia da un punto di vista fisico, cognitivo, sociale sia emotivo-affettivo. Giocare, infatti, permette ai bimbi di esprimere la loro creatività, l'immaginazione e di cimentarsi in nuove conquiste, alimentando l'autostima e vincendo così ansie e paure.
15/7/2017 ore 2:43
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