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Narni: una decina di cittadini sono rimasti vittime della banda dei "bancomat". Truffa per migliaia di euro
Conti correnti prosciugati. E tutto per colpa di carte “Bancomat” clonate da un’organizzazione malavitosa ed utilizzate nei posti più impensati, in Italia ma soprattutto all’estero. Protagonisti della vicenda una decina di cittadini narnesi che dall’oggi al domani si sono ritrovati con il proprio conto corrente che “marcava” rosso. Dai tabulati, prontamente richiesti all’impiegato della propria banca, risultavano addebiti per acquisti effettuati in città della Spagna, ma anche in Francia ed addirittura in Lussemburgo. In altri casi dai documenti è invece emerso che coloro che avevano utilizzato la carta clonata avevano “fatto spesa” in città italiane: Milano, Firenze e Roma. I truffati si sono accorti di tutto solo quando gli è arrivato l’estratto conto della banca; fatti due conti non ci hanno messo molto a rendersi conto che qualcuno aveva sottratto forti cifre di denaro dai propri conti correnti. Si parla di ammanchi che ammonterebbero a diverse decine di migliaia di euro, cifre delle quali difficilmente i derubati riverranno in possesso, perché le banche di fronte a queste truffe adottano generalmente delle strategie molto particolari che nell’immediato impongono al cliente il pagamento del denaro speso con la carta, poi a seguito di una inchiesta interna ed in base alle indagini compiute dagli inquirenti esiste la possibilità che al cliente venga rimborsata, ma non sempre, una parte della cifra truffata. Ad indagare sulle carte clonate ai malcapitati cittadini narnesi è la polizia postale di Terni, anche se le denuncie dei truffati sono state presentate ai carabinieri delle due stazioni di Narni e Narni Scalo. Difficile capire dove e come le carte siano state clonate; gli inquirenti fanno solo delle ipotesi e parlano di una clonazione che può essere avvenuta effettuando acquisti via Internet, ma non vengono esclusi anche altri sistemi elettronici che ultimamente sono stati scoperti in varie parti d’Italia. La polizia aveva sequestrato dei piccoli marchingegni elettronici che, sistemati sul bancomat, nei pressi della fessura dove si inserisce la carta, come fossero parte integrante della struttura, servivano a leggere e memorizzare i dati delle carte con cui si effettuavano i prelievi di contante presso quello sportello. Evidenziando che non si poteva trattare di un ritrovato estemporaneo, "fai-da-te" di un ladruncolo di zona, ma di qualcosa di presumibilmente piu' esteso e, per questo, ripagante ad un adeguato livello l'impegno profuso per concepirle, costruirle e applicarle. A Trento i carabinieri hanno sgominato una banda accusata di aver clonato migliaia di bancomat da centinaia di banche della provincia di Padova e Vicenza, proprio grazie a questi marchingegni elettronici (smagnetizzatori) piazzati sulle fessure, con l'aggiunta di microcamere. Le forze dell’ordine, in questo senso, si raccomandano perche' ognuno sia vigile e si insospettisca della troppa "semplicità'" delle fessure in cui si inserisce la carta e di coprire la mano con cui si digita il codice segreto e di segnalare ogni anomalia o situazione sospetta che dovesse essere rilevata nei pressi di ogni macchinetta.
14/12/2004 ore 9:45
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