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Narni: tutti i segreti del sottosuolo scoperti negli ultimi anni dalla associazione Subterranea
Il sottosuolo narnese continua a sfornare "tesori". Gli incessanti lavori di scavo che da alcuni anni stanno portando avanti i volontari dell'associazione Subterrannea all'interno dell'ex chiesa di Santa Maria Maggiore meglio nota come San Domenico, producono ogni giorno dei risultati di straordinario valore archeologico. "La chiesa è stata studiata in tutti i suoi aspetti nel corso del recente convegno nazionale nel quale si è parlato di Inquisizione e della presenza dei Domenicani a Narni – spiega Roberto Nini, responsabile dei beni culturali del Comune -, ed è al suo interno che stiamo concentrando da anni le ricerche. Grazie al nostro lavoro ed a quello di giovani studenti universitari i lavori vanno avanti e stanno dando frutti importanti che ci permettono di riportare alla luce resti dei quali nessuno immaginava l'esistenza. Addirittura una cripta databile intorno al XI-XII secolo è emersa sotto il pavimento della navata centrale, svelando che la chiesa, in quel periodo era più corta, con un'abside romanica e che sotto l'altare riposavano addirittura le spoglie del vescovo Cassio, il secondo patrono della città, che si pensava fosse stato portato a Lucca e riconsegnato alla città soltanto nel XVII secolo. Grazie ai resti archeologici e a documenti rinvenuti a Firenze e nell'archivio comunale, è stato possibile dare certezza a quella che fino a pochi mesi fa era soltanto un'ipotesi di lavoro". Gli scavi hanno preso il via un anno fa in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Umbria. In questi giorni si stanno rinvenendo e studiando corpi di persone sepolte in quel luogo intorno al XVIII secolo, alcune delle quali con brandelli di abiti che conservano resti di ricami con fili d'argento.
31/10/2006 ore 17:29
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