Martedì 22/10/2019
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Narni: tagli alle corse dei bus che trasportano studenti, genitori su tutte le furie
Stipati come sardine. Per un viaggio, che da un punto di vista chilometrico è piuttosto breve, ma che dura una ventina di lunghissimi minuti a causa delle numerose fermate. Che sono poi delle “fermate” inutili in quanto l’autobus è talmente pieno che non riesce a far salire ulteriori passeggeri. Succede da alcuni giorni a Narni, più segnatamente dal giorno in cui si sono riaperte le scuole. I numerosi studenti che dal capoluogo si recano presso gli istituti superiori di Narni Scalo sin dal primo giorno di scuola si sono trovati ad affrontare un’emergenza nuova, che nessuno di loro si aspettava: quella del taglio drastico fatto alle corse del mattino. Quelle notoriamente destinate ad esaudire una domanda pressoché studentesca. “Fino all’anno scorso – raccontano imbufalite alcune mamme che risiedono a Narni e nel circondario - i nostri ragazzi avevano a disposizione tre corse spalmate sulla fascia oraria che va dalle 7 alle 8, ovvero in quello spazio temporale utile a recarsi a scuola. Problemi di trasporto non c’erano mai stati. C’era spazio per tutti ed i mezzi viaggiavano in condizioni accettabili, magari con tutti i posti a sedere occupati, ma nulla di più. Quest’anno, in risposta ad un aumento del 30% dei ticket e degli abbonamenti, c’è stato un drastico taglio delle corse dall’asse di Narni centro, verso Narni Scalo. Così dal primo giorno di scuola i nostri figli sono stati costretti spesso a fare delle assenze o a dover entrare, con tanto di giustificazione, in ritardo, perché l’unico bus che passa alle 7,45 arriva in piazza Garibaldi già pieno. La corsa, infatti parte dai paesi del comprensorio (Otricoli e Calvi) e durante il tragitto raccoglie altri studenti che abitano nelle frazioni e nelle borgate, con il risultato che il mezzo non ce la fa ad accogliere gli altri ragazzi che aspettano a Narni e quelli in attesa lungo il restante percorso. La storia si ripete all’ora di pranzo, quando i ragazzi debbono fare rientro a casa. Ora – insistono le mamme – al di la del fatto che una situazione del genere è insostenibile, in quanto paghiamo un abbonamento pur non usufruendo del servizio, c’è da sottolineare anche l’aspetto sicurezza, perché un bus concepito per il trasporto di una cinquantina di persone, non può trasportarne molte di più come sta accadendo da diversi giorni. Tra l’altro per gli studenti costretti a viaggiare in piedi non c’è nemmeno la possibilità di reggersi alle apposite maniglie che sono presenti solitamente sui bus abilitati per il trasporto urbano. Questo vuol dire che in caso di frenata brusca qualcuno potrebbe farsi parecchio male”.
(Foto di repertorio, presa dalla Rete)
25/9/2014 ore 2:59
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