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Narni: sulla morte dell'80enne che viveva da solo intervengono figlio e nipote dell'uomo
In relazione alla morte dell’ottantenne il cui cadavere venne rinvenuto all’interno della sua abitazione del centro storico di Narni dove abitava da solo, parlano i famigliari dello scomparso. Il figlio dell’ottantenne ed il nipote vogliono fare chiarezza rispetto ad alcune affermazioni fatte dall’assessore ai Servizi Sociali del comune di Narni Piera Piantoni. L’assessore aveva detto che “una ventina di giorni prima della tragedia avevamo ‘preso in carico’ questo poveretto, essendoci resi conto che la sua situazione personale si era fatta critica. Due nostri operatori erano andati a trovarlo a casa per chiedergli se avesse bisogno di qualcosa e per verificare in quali condizioni igieniche vivesse. Preoccupati dal responso avevamo informato della situazione i famigliari”. Ma sono proprio il figlio ed il nipote dell’ottantenne deceduto a dire che le cose non sarebbero andate così. “A richiedere lo scorso mese di luglio l’assistenza sociale per il nostro congiunto – dicono il figlio ed il nipote dell'ottantenne scomparso – era stata la sua ex moglie (rispettivamente madre e nonna di chi parla ndr); i due erano separati da tanti anni. Ritenevamo che bisognava in qualche modo intervenire per gestire la situazione economica tutt'altro che florida del nostro congiunto e quella riguardante le sue difficoltà di provvedere in modo autonomo all'igiene personale e allo svolgimento delle funzioni domestiche. Siamo riusciti a parlare al telefono con una delle assistenti sociali soltanto alla fine di agosto, mentre siamo stati ricevuti in comune all'inizio di settembre; all'incontro era presente anche uno degli addetti dell’Ufficio di Cittadinanza. A nostra madre/nonna venne detto di contattare personalmente il medico curante del nostro congiunto, per ottenere un certificato che avrebbe permesso di ospitarlo in una struttura per anziani. Il comune, però, in questi mesi non ha fatto nulla per assisterlo e solo dopo un evento preoccupante accaduto all'inizio di settembre, quando egli lasciò inavvertitamente aperto il rubinetto del gas all'interno della sua abitazione per una giornata intera creando apprensione e paura tra i suoi vicini di casa, tutti hanno capito che la situazione si era fatta critica. L'assistenza da parte del comune è stata dunque scarsa e assolutamente non tempestiva. Se si fosse agito prima, forse, oggi il nostro povero padre e nonno sarebbe ancora vivo".
6/10/2014 ore 2:20
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