Lunedì 23/09/2019
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Narni si scopre una città "solare", gia una quarantina di anni fa le prime installazioni di impianti fotovoltaici
Narni città “solare”. Erano gli anni settanta quando un temerario imprenditore, precorrendo straordinariamente i tempi, aprì una fabbrica di pannelli solari lungo la Tiberina, tra Narni Scalo e Sangemini. La gente guardava con curiosità ed un pizzico di diffidenza a quella fabbrica che faceva pensare a qualcosa di misterioso. Ma l’imprenditore aveva capito che sfruttare l’energia prodotta dal sole avrebbe significato abbattere in modo netto i costi di approvvigionamento dell’energia e forse senza rendersene conto, aveva gettato un seme su un territorio, quello narnese, che vanta oggi decine di installazioni di pannelli fotovoltaici e solari. Si è partiti con il grande impianto della Terni Research, installato già da qualche tempo di fronte all’ex stabilimento Bosco, lungo la Marattana, si è andati avanti con altri grandi impianti, sorti un po’ ovunque; dalla zona di confine con Otricoli, fino a Nera Montoro e Narni Scalo. E’ La Ge Progetti & 3i, che fa capo all’imprenditore narnese Enrico Giovannini, che sta montando questi impianti. Si tratta di un’azienda che ha già installato molti impianti in molte parti d’Italia e che da lavoro a decine di persone, tra tecnici, operai e venditori. L’ultima realizzazione è quella denominata Solarta, nella “fattoria d’energia” di Nera Montoro. La particolare fase della stagione ed il sole tropicale di questo ultimo periodo, hanno dato una spinta all’impianto di celle fotovoltaiche, realizzato con grandissima attenzione in ogni suo aspetto. A cominciare da quello riguardante l’ubicazione e la cura posta nella visibilità degli stessi. “I pannelli – spiegano dalla Ge Progetti - sono praticamente nascosti alla vista da una quinta arborea e solo con difficoltà si accede alla sede d’impianto, realizzato per altro senza gettate di cemento armato. L’installazione, si trova in un’area rurale di due ettari. Poi il rendimento dei pannelli: l’alta prestazione dei moduli Canadian Solar CS6P da 230 Watt sono alla base dell’impianto e sono quanto di meglio si trova sul mercato per produrre quei 1,18 MWh previsti e con una riduzione sulle emissioni di CO2 pari a 16.000 tonnellate”. Il “progetto Solarta" è stato da subito allacciato alla rete elettrica nazionale. L’impianto solare dimostra come un sistema fotovoltaico possa essere installato tenendo conto delle esigenze di tutela del territorio ma anche come investimento redditizio nella produzione di energia in quanto è frutto dell’iniziativa imprenditoriale locale.


11/7/2010 ore 0:55
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