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Narni Scalo: ragazza finisce in un burrone con la sua auto, il maresciallo Apuzzo corre in suo aiuto e rimane contuso ad una spalla
Una giovane donna che finisce fuori strada con la sua auto e rimane imprigionata in fondo ad un dirupo, i carabinieri che arrivano, il coraggio di un eroico maresciallo che corre a salvarla e rimane ferito. Se ancora ci fosse stata la “Domenica del Corriere”, l’epico settimanale che negli anni cinquanta e sessanta si interessava di fatti di cronaca, all’episodio che stiamo per raccontarvi avrebbe dedicato una delle sue pittoresche copertine dipinte dall’impareggiabile Walter Molino. I fatti. Erano le 10,50 di ieri mattina quando al centralino della stazione dei carabinieri di Narni Scalo è arrivata una telefonata: “Correte! Sono una ragazza e sono caduta in un burrone con la mia macchina. Fate presto perché non riesco a liberarmi!”. Pronti via. Il maresciallo Guglielmo Apuzzo si precipita insieme ad un altro carabiniere sul luogo dell’incidente, l’ex statale “Amerina”, nei pressi dell’abitato di Cigliano. Quando la pattuglia arriva ci sono già diverse macchine ferme lungo la strada e un capannello di persone. Piove a dirotto e dunque le operazioni di soccorso diventano più difficili. Il maresciallo si affaccia sul ciglio del burrone dove è precipitata la “Y10” con a bordo la giovane donna e comincia a chiamarla a gran voce ma questa non risponde. Il sottufficiale non ci pensa due volte: si toglie la giacca, si sfila l’orologio e comincia a scendere lungo il dirupo. Il terreno viscido lo fa scivolare decine di volte ma alla fine trova la ragazza che in preda allo shock piange accanto alla sua auto. Per tirarla su vengono usate delle funi di imbracaggio che alcuni operai dell’Enel che si trovavano a passare lungo la strada mettono a disposizione. La ragazza, Nicoletta Pinna di 20 anni figlia del maresciallo Pinna che comanda il presidio militare presso il deposito della polveriera di Narni, viene accompagnata dapprima all’ospedale di Narni e poi trasferita a quello di Amelia dove viene ricoverata per un trauma toracico ed altre piccole ferite, nulla di particolarmente grave, per fortuna. Il maresciallo Apuzzo viene accompagnato al pronto soccorso dove gli viene riscontrata la lussazione di una clavicola provocata dai repentini movimenti fatti per calarsi nel burrone. Accertamenti di rito e poi il comandante chiede di poter andare a casa. Il ricordo di questa brutta avventura a lieto fine sta nella fastidiosa fasciatura alla spalla che i medici hanno messo al maresciallo per contenere la lussazione. Per il “Serpico” narnese è stato l’ennesimo episodio da raccontare ai suoi nipotini quando sarà vecchio.
4/10/2005 ore 4:35
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