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Narni: oggi è "Giovedi grasso" ma in città non si festeggia, Pdl polemico contro il Comune
Giovedì grasso, un appuntamento, quello odierno, che fino a qualche anno fa a Narni faceva rima con feste e divertimento ma che oggi passerà quasi inosservato. Alla stregua di quello che accadrà Il prossimo 21 febbraio, martedì grasso, quando in programma c’è sola una piccola festa per i bambini maschera al Policentro Arca. Del mitico “Carnevale Narnese” non restano più nemmeno le ceneri, tra la nostalgia ed un velo di tristezza di chi ha superato i trent’anni e si ricorda bene di quello che accadeva a Narni nel periodo carnevalesco. “Non ci sono i soldi – spiegano dal Comune -, e quei pochi che abbiamo siamo costretti a spenderli per cose più urgenti del carnevale. Ci rendiamo conto che questa era una tradizione fortemente radicata, ma senza risorse economiche è impossibile dare corpo a progetti di un certo spessore”. Mostra tutto il suo disappunto il consigliere comunale Sergio Bruschini (Pdl) il quale sostiene che “per mettere in piedi uno straccio di programma non ci vogliono milioni di euro, ma alcune migliaia che il Comune in questi anni avrebbe potuto ricavare, facendo piccole economie qua e la”. Per il capogruppo del Partito della Libertà “i nostri amministratori negli ultimi dieci anni hanno fatto del tutto per far morire il ‘Carnevale Narnese’, riducendo quello che era un appuntamento che richiamava in città migliaia di persone ad una festicciola che coinvolge solo poche decine di bambini con i loro genitori e nonni. Tenendo conto che questi stessi soggetti anche senza una festa ‘organizzata’ il pomeriggio del martedì grasso si ritroverebbero spontaneamente in piazza per salutare la fine del Carnevale". "Le associazioni cittadine – continua Bruschini -, fanno quel che possono ed anzi vanno ringraziate perché è grazie ad esse che rimane almeno una piccola e simbolica traccia di questa festa in città. Le responsabilità, lo ripeto, sono tutte del Comune che ha deciso ormai da anni di rinunciare al Carnevale, rifugiandosi dietro alla scusa della crisi economica e dunque della mancanza di denaro”.
16/2/2012 ore 7:26
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