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Narni: nessuno parla più del "Borgo Umbro", il progetto che doveva creare 60 nuovi posti di lavoro
Vi ricordate del “Borgo Umbro”? Quando venne presentato in comune a marzo di undici anni fa, sembrava dovesse trattarsi di un progetto straordinario. Che avrebbe creato addirittura una sessantina di nuovi posti di lavoro. Il consiglio comunale approvò la proposta presentata da un gruppo di imprenditori che intendevano realizzare, in un’area situata nei pressi di Strada delle Campore, un grande complesso polivalente, al quale sarebbe stato dato il nome di “Borgo Umbro”. Il consiglio votò all’unanimità la proposta che sarebbe dovuta essere presentata al comitato promotore che si occupa del Prusst (Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio). Un progetto ambiziosissimo che si sarebbe sviluppato su di una superficie di circa 9 ettari di terreno sui quali già esistevano strutture edificate pari a circa 8.000 metri quadrati. L’area era quella che fino a qualche anno prima era appartenuta alla “Agrizoo del Nera” e che successivamente era stata dimessa e venduta ad un imprenditore privato. Un’area facilmente attraverso il nuovo svincolo che mette in comunicazione la zona con la Marattana, il raccordo Terni-Orte e la E/45. Il progetto prevedeva la realizzazione di un albergo con un centinaio di posti letto, parcheggi per un migliaio di auto, con aree di sosta per decine di camper. Ed ancora una tendostruttura di 4.000 metri quadrati, in grado di ospitare più di 3.000 persone sedute ed un ristorante con annesso bar. Il Comune si sarebbe dovuto occupare soltanto di gestire la “stecca” di cemento, dove un tempo sorgevano le stalle della vecchia azienda agricola che apparteneva alla Regione, per realizzarvi strutture da destinare ad usi culturali. Una variante urbanistica avrebbe permesso di mutare la destinazione d’uso, da agricola a turistica, di un’area che fino a qualche anno fa ospitava stalle con bovini ed equini, magazzini, silos e rimessaggi. Insomma un progetto veramente ambizioso, che sembra tuttavia finito in una bolla di sapone e del quale, purtroppo, non se ne parla più da ormai troppi anni. Nemmeno in comune nessuno sa più niente di questa cosa. Si è trattato, insomma, dell’ennesimo sogno ad occhi aperti, che i narnesi hanno fatto, loro malgrado e di un'altra occasione persa.
18/8/2016 ore 2:55
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