Martedì 17/09/2019
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 19:27
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Narni: la Na.ro.ges. chiude con Ranaulo, intanto Cavicchioli rassicura tutti: "Niente ipoteche sulla rocca dell'Albornoz"
A.A.A. cercasi qualcuno che faccia funzionare la Rocca di Narni. Dopo gli esiti forniti dall’ultimo consiglio di amministrazione della Na.ro.ges., la società consortile a responsabilità limitata che dall’8 luglio del 2003 risulta “comodataria” del castello, è apparso infatti chiaro che Gianni Ranaulo, titolare della “Light Architecture”, non è più interessato a portare avanti alcun tipo di rapporto con gli enti proprietari. Manca il documento finale che di fatto sancirà la rescissione del contratto tra l’azienda di Ranaulo e la Na.ro.ges., ma a questo punto è solo una formalità perché nessuno è più disposto a tornare indietro ed a concedere nuova fiducia all’imprenditore napoletano. Per capire meglio la situazione vale la pena di ripercorrere in modo rapidissimo i fatti accaduti. Un anno fa Comune di Narni e Provincia di Terni, gli enti proprietari, affidavano alla Light Architecture, attraverso la Na.ro.ges., la gestione del castello. A maggio venne fatta una inaugurazione nel corso della quale venne detto che per la rocca c’erano progetti internazionali importanti ed ambiziosi; Ranaulo si presentò con una sua mostra personale ed annunciò altre iniziative per i mesi a seguire, senza però dare seguito alle promesse. La Rocca è rimasta chiusa per buona parte dell’estate suscitando grosse polemiche da parte dei politici e dei cittadini. Si era detto che a settembre ci sarebbe stato il rilancio, ma si è arrivati alla fine dell’anno senza che la Light Architecture desse luogo ad alcuna operazione. Della Na.ro.ges. fa parte con una quota di minoranza, come da statuto, anche il socio privato (Ranaulo) che negli ultimi tempi si è però ben guardato dal prendere parte ai vari consigli di amministrazione. Fino a ieri l’altro, quando in una sala di Palazzo Bazzani si sono ritrovati davanti i rappresentati di Provincia, Comune di Narni, Sviluppumbria ma, ancora una volta, la Light non si è presentata, senza che peraltro nessuno provvedesse a giustificare questa nuova assenza. Il professor Salvatore Italia, presidente della società consortile, ha dovuto, assieme ai consiglieri presenti, prendere atto di questa situazione e le parti politiche hanno così dovuto constatare che era arrivato il momento di dire basta. Ora si tratterà di dare il via all’iter burocratico con il quale verrà comunicata a Gianni Ranaulo la rescissione del contratto che lo legava alla rocca. E poi, prima possibile, si dovrà ricominciare daccapo a cercare una soluzione in grado di dare un futuro al castello più importante della nostra provincia, individuando un partner capace di seguire un percorso gestionale efficace e redditizio. Intanto dalla Provincia e dal Comune di Narni arrivano rassicurazioni: “La rocca non è in vendita e tanto meno verrà utilizzata quale bene di scambio per poter accendere mutui”. All’indomani delle dichiarazioni del consigliere comunale Sergio Bruschini, il quale aveva lanciato l’allarme affermando che “ho sentito parlare di una ipoteca che verrebbe messa sulla Rocca per consentire al Comune di Terni di accedere a dei finanziamenti utili a ripianare i debiti accumulati dalla gestione del Centro Multimediale”, si sono levate forti ed imperiose le risposte dei diretti interessati. Da Palazzo Bazzani Andrea Cavicchioli, presidente della giunta provinciale, fa sapere che “le affermazioni del consigliere Bruschini sono fantasiose, assolutamente prive di fondamento, formalmente impossibili e mai ipotizzate da alcuno. Per la Rocca-ha aggiunto Cavicchioli- sono state esperite tutte le azioni nel rispetto degli atti deliberati dai Consigli degli Enti competenti. Quindi ora si individuerà un nuovo percorso, cercando ogni collaborazione possibile per la migliore utilizzazione della struttura”. Sulla stessa linea anche Mara Gilioni, assessore alla cultura del Comune di Narni: “E’ pura fantasia, nessuno di noi ha mai pensato di far mettere ipoteche sulla nostra rocca. Sarei curiosa di sapere dove Bruschini attinge certe informazioni”.

26/1/2005 ore 4:45
Torna su