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Narni: la grandine ha distrutto gran parte dei raccolti, Petrineschi chiede che venga riconosciuto dalla Regione lo stato di calamità naturale
Chicchi di grandine grossi come noci, che cadendo al suolo hanno fatto danni ingenti in una vasta zona del comprensorio narnese. Dalla “Scogliara” a Gualdo, passando per Testaccio, Taizzano, Borgheria, Schifanoia, Moricone e Vigne. Il nubifragio di domenica pomeriggio a Narni ha lasciato il segno ed in molti casi ha messo in ginocchio alcuni agricoltori proprietari di uliveti che sono andati completamente distrutti. “La grandine, con tutta la sua violenza – spiega Alfredo Di Paolo, proprietario di vasti appezzamenti di terreno dalle parti di Borgaria – ha praticamente distrutto centinaia di piante di ulivo e pregiudicato la prossima stagione olearia”. Ma non è andata meglio ai proprietari di vigneti che in poco più di mezzora si sono visti distruggere parte del futuro raccolto. “La Regione sarà costretta a riconoscere lo stato di calamità naturale – avverte Torquato Petrineschi, consigliere provinciale di FI – ma per la maggior parte degli agricoltori che domenica si sono visti distruggere il raccolto ci sarà l’ulteriore beffa di sentirsi dire che non potranno avere un euro di rimborso in quanto i loro terreni non erano assicurati contro i danni prodotti da agenti atmosferici. In realtà – spiega Petrineschi – c’è stata di recente una variazione di legge che offre degli incentivi a quegli agricoltori che sottoscrivono una polizza assicurativa che copra eventuali danni prodotti da grandine, neve, gelo o pioggia, ma sono in pochi a essere a conoscenza di questa cosa e quindi quasi nessuno, per via dei costi proibitivi che hanno queste polizze, risulta essere assicurato”. Petrineschi è tuttavia dell’idea che in casi come questi, “dove la gravità dei danni è pressoché evidente” , spetti comunque alle istituzioni “intervenire con delle forme di indennizzo che spetterà alle varie amministrazioni valutare. Per quanto mi riguarda ho subito inoltrato una interrogazione urgente al presidente della Provincia di Terni al quale, tra l’altro, ho chiesto di attivarsi per chiedere alla Regione lo stato di calamità naturale”.
25/7/2006 ore 16:35
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