Lunedì 26/08/2019
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Narni: la coalizione pro-Bigaroni fa festa intorno al sindaco, centrodestra e Terzo Polo si leccano le ferite per la bruciante sconfitta
Ridono i partiti della coalizione di centro sinistra, piangono tutti gli altri. Il risultato secco delle elezioni ha avuto un effetto drompente e non mancherà di avere reazioni sia nel centrodestra che in casa di Rifondazione Comunista. La campagna elettorale si era consumata sull'onda di una opinione diffusa che per la prima volta a Narni si sarebbe andati al ballottaggio, ma Bigaroni ha stupito tutti e, ancora una volta, ha vinto alla grande piazzando un 63% che ha del clamoroso e che si commenta da solo. Niente ballottaggio, ma una vittoria di tipo plebiscitario, una sorta di "copia e incolla" di quanto accaduto nel 2002, quando il sindaco di Narni lasciò al palo Adiberto Favilli (Cdl), costringendolo ad un misero 33%. Ma il peggio per la Cdl doveva venire, perché questa volta con Gabriele Schiavoni è riuscita a fare molto peggio, perdendo addirittura il 7% dei consensi. Un bagno di sangue, che però qualcuno si aspettava, dopo le lunghe lotte che per mesi avevano devastato i rapporti tra An e FI, tanto da portare le due maggiori forze politiche del centrodestra sulla soglia di una clamorosa rottura. Sergio Bruschini ( FI) usa molto far-play e dall'alto delle sue 363 preferenze si limita a dire che "la perdita clamorosa fatta registrare dal nostro raggruppamento è il risultato di una strategia che ha favorito gli avversari anziché avvantaggiarci". Alleanza Nazionale ha fatto registrare un calo dell'1,8% rispetto alle precedenti amministrative mentre Forza Italia ha ottenuto lo 0.8% in meno. L'altra parte in perdita (il 4,5% circa) è quella che nel 2002 portò in dote la lista civica "Insieme per cambiare" che quest'anno non c'era.
La disfatta di Mario Persio . Ha sorpreso tutti: per primi i fautori della lista civica "Uniti per Narni" che sin dalla sua costituzione avevano nutrito grande fiducia e forti aspettative rispetto ad un progetto che era parso veramente "alternativo". A dare man forte alla lista era poi arrivato il Prc, ma forse è stata proprio questa "fusione" che ha creato qualche irritazione di troppo in un certo tipo di elettorato. E' stato un po' come il voler mettere insieme il diavolo e l'acqua santa: personaggi ed ideologie troppo distanti tra di loro, che la gente ha fatto fatica a comprendere, tanto che alla fine ne ha bocciato in modo deciso il progetto. A Persio molti elettori hanno rimproverato sin da subito di essere uno "sconosciuto", un galantuomo con grandi esperienze e capacità ma pur sempre uno che a Narni lo conoscevano in pochi, giusto quelli della sua età che si ricordavano di lui dai tempi della giovinezza. Anche il fatto anagrafico, probabilmente, ha avuto un peso. In un'epoca in cui si parla ovunque di svecchiare la politica, presentarsi a fare il sindaco a 70 anni deve aver indotto più di qualcuno a fare delle riflessioni. Per quanto riguarda alcune reazioni, l'Udc sostiene che "se i narnesi hanno ulteriormente limitato i consensi della coalizione, evidentemente la colpa non è degli elettori. Le polemiche pubbliche per la candidatura a sindaco, durate mesi, hanno certo nuociuto all'opposizione, mentre nel frattempo, molti uomini di centrodestra si arrendevano alla sinistra, addirittura candidandosi con l'Ulivo". Gino Capotosti, segretario regionale dell'Udeur, ha affermato che "è stato moltoi importante il nostro contributo che ha permesso alla coalizione si superare il 60% dei consensi".



30/5/2007 ore 5:44
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