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Narni: il Comune costruirà un nuovo canile che sorgerà su dei terreni di proprietà dell'Asl nei pressi del Rato
Il Comune di Narni si pronuncia sul canile. Lo fa attraverso il sindaco Bigaroni che due sere fa in consiglio comunale ha detto chiaro e tondo che gli attuali 300mila euro circa che l’amministrazione spende per pagare le “rette” dei circa 260 cani rinchiusi nel canile di Schifanoia, rappresentano un cifra che il Comune non può più permettersi. E per far capire che il Comune la sua scelta politica l’ha fatta, il sindaco ha anche affidato l’incarico all’assessorato dei Lavori Pubblici di elaborare un progetto riguardante la costruzione di un canile nuovo di zecca che sorgerà nella zona di San Crispino, in prossimità dello svincolo per il raccordo Terni-Orte, su dei terreni di proprietà della Asl 4. Le dichiarazioni del primo cittadino sono state accolte con soddisfazione da Maria Lanari (Pdl), la quale va ripetendo da molto tempo che “piuttosto che pensare di acquisire il canile di Schifanoia è molto meglio costruirne uno nuovo, più moderno e funzionale”. La consigliera dell’opposizione, animalista convinta e volontaria che si occupa da anni del recupero di gatti e cani randagi è dell’avviso che “la nostra comunità non può più permettersi di spendere tutti quei soldi per sostenere un canile che appartiene a dei privati e dunque è giusto che si vada verso una soluzione che oltre a permettere un recupero di denaro, consente anche di gestire meglio questo tipo di servizio del quale andrebbero ad occuparsene associazioni specifiche, che hanno particolarmente a cuore anche il discorso delle adozioni”. Ma c’è dell’altro: “fermi da ben 12 anni in un cassetto – spiega Maria Lanari – ci sono 160mila euro che la Regione aveva assegnato al Comune per realizzare un nuovo canile. Quei soldi potrebbero essere spesi per la costruzione della struttura, mentre i terreni la Asl li metterebbe subito a disposizione non pretendendo nessuna cifra in contanti". Altre risorse economiche secondo Bigaroni arriverebbero dalla realizzazione, a finaco del canile, di un mega impianto fotovoltaico (circa 2 ettari) che produrrebbe energia da rivendere al gestore. Riguardo alle dipendenti (8 donne) che attualmente lavorano al canile di Schifanoia, il sindaco ha ribadito la volontà di salvaguardare il loro posto di lavoro. Metà di esse rimarrebbero nel vecchio canile, che continuerebbe a svolgere un servizio in convenzione con altri comune del territorio, mentre l’altra metà verrebbero assunte nella nuova struttura di Maratta.

29/12/2010 ore 10:31
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