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Narni: ignoti bruciano due "campane" per la raccolta del vetro
Un mucchio deforme di plastica liquefatta e pezzi di vetro anneriti dal fumo. E’ quanto rimasto delle due “campane” utilizzate per la raccolta del vetro e della carta che nottetempo sono state incendiate da mani ignote. Quando ieri mattina l’addetto dell’Asit si è presentato al piazzale del Suffragio per svuotare i due contenitori ha pensato di avere le traveggole: una delle due campane non c’era più, mentre l’altra era ridotta ad un ammasso di plastica deformata dal fuoco. Per terra i resti delle bottiglie di vetro contenute in uno dei due contenitori e gli avanza della plastica liquefatta che nel frattempo, a causa del freddo, si era solidificata. Il netturbino non ci ha impiegato molto a realizzare che qualcuno, presumibilmente durante la notte, doveva aver appiccato il fuoco ad uno dei due contenitori, utilizzando magari del liquido infiammabile che, una volta introdotto all’interno della campana, ci ha messo un attimo ad incendiare la plastica e ad attecchire al contenitore vicino. I danni sono abbastanza consistenti perché ogni campana costa circa 1000 euro. L’Asit ha provveduto subito a sporgere denuncia e sul posto nella mattinata si è portata una pattuglia dei carabinieri di Narni che ha effettuato i rilievi di rito, anche se c’era poco da rilevare dal momento che il fuoco aveva distrutto pressoché tutto. Le campane si trovavano a poca distanza dal grande cassone adibito alla raccolta dei materiali ferrosi, in quella che viene considerata una sorta di isola ecologica che viene utilizzata non solo dalle persone che abitano nella zona del Suffragio e nelle case di via Santo Pietro, ma anche da latri cittadini che transitando per il parcheggio si fermano un attimo e lasciano i rifiuti speciali. Sulle origini dell’atto doloso non è facile fare delle ipotesi. All’Asit spiegano che “è la prima volta che un simile episodio accade dalle nostre parti. Fino ad ora qualche giovinastro si era limitato a fare dei danni facendo esplodere dei petardi dentro ai cassonetti oppure rovinando i contenitori con scritte o graffi”.
19/1/2005 ore 11:15
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