Giovedì 14/11/2019
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Narni: i tarli minacciano di rovinare la pala del Ghirlandaio, il Comune corre ai ripari predisponendo una disinfestazione totale
I tarli si stanno mangiando la tavola del Ghirlandaio. La più importante opera artistica appartenente al patrimonio culturale del Comune di Narni e che è custodita all’interno della sala consigliare, è seriamente minacciata dalla presenza di migliaia di insetti xilofagi, comunemente chiamati tarli. I terribili animaletti hanno attaccato da tempo la struttura lignea che comprende la cornice dell’opera ed in qualche punto, in particolare all’altezza della “pretella” che separa il dipinto principale dalle tre tavole in basso, anche la superficie dove il celebre pittore toscano dipinse l’incoronazione della Vergine e tre soggetti riguardanti la crocifissione di Gesù. In Comune sono al corrente del problema e l’assessorato alla cultura è subito corso ai ripari predisponendo un piano di interventi che servirà in primo luogo a disinfestare il grande quadro e poi a bonificare tutta la sala consigliare onde evitare che gli insetti, i quali notoriamente vanno matti per il legno, meglio se “stagionato”, tornino a riprodursi in tempi brevi. “Sono stata informata di questo increscioso problema – ha spiegato Anna Laura Bobbi assessore alla Cultura – e mi sono immediatamente attivata per fare si che si prendessero delle contromisure atte a bloccare l’azione nefasta di questi insetti. A breve una ditta specializzata del settore si occuperà di smontare la pala dalla parete su cui è poggiata e di analizzare prima di tutto l’entità del danno prodotto fino a questo momento dai tarli. Successivamente il quadro verrà trattato con apposite sostanze che non danneggeranno nel modo più assoluto il dipinto e tutto il resto della sala subirà lo stesso trattamento”. Ad accorgersi della presenza dei tarli all’interno della sala consigliare erano stati tempo fa alcuni dipendenti, incuriositi dai caratteristici scricchiolii prodotti dall’opera degli ingordi insetti. Gli esperti del Comune non avevano tardato a capire di cosa si trattasse. “I tarli purtroppo ce li siamo portati dietro dall’ex chiesa di San Domenico – ha spiegato Roberto Nini responsabile comunale dei beni culturali del territorio narnese – ed è successo quando per consentire il restauro dell’aula consigliare il Comune decise di trasferire in quella struttura gli scranni di legno sui quali siedono i consiglieri. Per i tarli è stato fin troppo facile uscir fuori da tavoli e sedie ed andare alla ricerca di altre cose da ‘mangiare’ ed a rimetterci è stata la pala che a quanto pare piace parecchio a questi insetti”. Nini assicura comunque che il Comune ha già preidposto l’investimento “di alcune mgiliaia di euro”, necessario a riparare i danni e ad eliminare in modo radicale i tarli. “L’importante è che una volta fatto questo intervento – ammonisce Marco Bartolini del ‘Centro studi stroci di Narni’ – si continui poi con una manutenzione costante e si tenga sotto controllo la situazione in modo tale da evitare che i tarli tornino all’attacco”. La pala che troneggia al centro dell’aula consigliare del Comune di Narni è stata realizzata nel 1486 da Domenico Bigordi, detto il Ghirlandaio su commissione del Cardinale narnese Berardo Eroli. Fino al 1871 la pala venne custodita nella chiesa di San Girolamo, poi venne donata al Comune che la fece trasferire nell’aula consigliare dove per poterla fare entrare venne creata una apposita apertura sul muro. La pala misura tre metri e sessanta in altezza e due e novanta in larghezza. E’ stata restaurata in tempi recenti, era in 1991, grazie ad un contributo dato al Comune dalla società Terni Industri Chimiche. I lavori di restauro vennero compiuti dalla ditta Manuali, una delle più qualificate del settore, che per eseguirli dovette smontare la grande pala e poggiarla su dei cavalletti. A detta degli esperti del Comune già in quell’occasione vennero trovati dei tarli sulla struttura che sostiene la parte sulla quale è dipinta l’Incoronazione della Vergine e venne per questo eseguita una disinfestazione approfondita dell’opera. A distanza di alcuni anni il problema dei tarli viene a ripetersi, mettendo il Comune nella condizione di dover nuovamente fare un intervento di bonifica.
20/9/2005 ore 17:35
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