Giovedì 09/07/2020
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Narni: i cittadini vogliono sapere chi controlla i migranti ospitati presso le strutture assistenziali presenti sul territorio
L'episodio accaduto nella notte fra lunedi e martedi a Testaccio induce a fare delle riflessioni. Quando i cittadini narnesi sono venuti a conoscenza di quanto era accaduto in tanti si sono chiesti cosa sarebbe successo se il furgone con a bordo i due nordafricani ubriachi, anzichè cappottarsi, fosse arrivato sulla Flaminia e si fosse scontrato con altri mezzi, con a bordo degli ignari automobilisti. Una riflessione legittima, che fa pensare e anche parecchio. Ci si chiede, ad esempio, nel caso di "Villa Renata" a chi spetta di notte sorvegliare gli ospiti (sei in tutto e tutti provenienti da paesi africani), che, stando a quanto è stato confermato dalle forze dell'ordine e dai servizi sociali del comune, apparterrebbero alle cosidette categorie "protette". Di giorno questi giovani possono entrare ed uscire liberamente dalla struttura. Non è ben chiaro se lo fanno sotto la sorveglianza, più o meno discreta, di qualche operatore del Beata Lucia, che di Villa Renata è responsabile, o se vanno in giro da soli. Ma di notte cosa succede? Come è stato possibile che i due abbiano assunto tutto quell'alcool? Chi glielo ha dato? E che tipo di bevande avevano assunto? Birra? Vino? O dei super alcolici? Il sindaco De Rebotti, sempre molto solerte a difendere, come è giusto che sia, l'immagine del comune che amministra, stavolta farebbe bene a spiegare ai cittadini, come sia possibile che accadano episodi del genere. Su di lui ricade in primis la sicurezza dei narnesi e dunque spetta a lui accertarsi che strutture di questo tipo non debbano trasformarsi in luoghi potenzialmente "pericolosi". E, si badi bene, non è da questo episodio che prendiamo lo spunto per richiamare l'attenzione dei cittadini sulla situazione degli "immigrati" a Narni. Tutti ricorderanno cosa accadde a maggio dello scorso anno quando alcuni ragazzi, anche loro stranieri, ospiti dell'Ostello Sant'Anna, si resero protagonisti di un brutto episodio di cronaca, che spaventò e non poco la gente presente nei giorni di festa nel centro storico. Un parapiglia che richiese l'intervento massiccio dei carabinieri e che, per fortuna, non ebbe alla fine conseguenze ancor più drammatiche. I giorni successivi venne presa la decisione di allontanare alcuni dei ragazzi ospiti dell'ostello, ritenuti particolarmente "facinorosi". Vogliamo, poi, parlare degli immigrati di colore che i nostri lettori ci segnalano frequentemente per la loro presenza nella zona del Parco dei Pini a Narni Scalo? "Stanno lì tutto il giorno - è la lamentela continua della gente che abita in via del Parco e nelle strade adiacenti -, con il telefono in mano, le cuffiette agli orecchi e spesso anche con delle bottiglie di birra. Perchè, anzichè lasciarli a bivaccare non si danno loro dei compiti da svolgere?". L'anno scorso, a luglio, ci fu poi il brutto episodio riguardante la morte di un altro ragazzo nigeriano di 30 anni che annegò nelle acque del fiume nei pressi della diga di Recentino, dove era andato a fare il bagno. Anche lui era ospite di una delle numerose strutture di accoglienza presenti sul territorio narnese. Sono episodi, slegati uno dall'altro, ma tutti pericolosamente appartenenti alla cronaca. I cittadini non si sentono tranquilli e chiedono al sindaco ed alla giunta di dare una stretta di vite alla situazione, tenendo sotto controllo le strutture che ospitano i migranti, verificando di continuo l'identità degli ospiti presenti e richiamando, se necessario, coloro ai quali è stato affidato il compito di sorvegliare e di garantire al massimo la sicurezza di questi luoghi. Stesso discorso lo dovranno fare i dirigenti del Beata Lucia che cinque anni fa dettero vita al progetto di "Villa Renata". L'episodio di lunedi notte deve servire da insegnamento e far riflettere tutti. Prima che succeda qualcosa di ancora più grave.
3/8/2016 ore 4:16
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