Martedì 22/10/2019
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Narni: gli insegnanti della "Luigi Valli" respingono le accuse: "mai pensato di andare contro le tradizioni"
Non vogliono passare per dei “mangiapreti”, né, tanto meno, per coloro che intendono affossare usanze e tradizioni, legate al culto religioso. E dicono la loro sulla questione della messa natalizia alla quale, per la prima volta quest’anno, gli studenti della scuola media del centro storico non hanno partecipato. Alcuni docenti, infatti, si sono indignati nell’apprendere che i genitori di molti studenti hanno protestato per questo fatto, disapprovando la scelta fatta dalla scuola che nella mattinata in cui era stata da tempo organizzata la messa studentesca in cattedrale, ha accompagnato metà degli alunni dell’istituto a vedere una mostra sul Caravaggio a Roma. La stessa scuola, per una sorta di “par condicio” aveva poi deciso che l’altra metà degli studenti rimasti a Narni non partecipasse alla messa, rimandando ad una data mai definitiva l’organizzazione della medesima funzione religiosa. “Accogliamo con sgomento – affermano gli inseganti della ‘Luigi Valli’ di via Mazzini -, alcune dichiarazioni del gruppo di genitori che ha protestato presso la sede del Giornale dell’Umbria, immaginando oscure macchinazioni ai danni delle coscienze cattoliche di numerosi alunni e dei loro familiari. Di fatto, nulla c’è di meno rispondente alla realtà. Noi insegnanti avevamo concordato con il parroco della Cattedrale la necessità di dover rinviare la messa per consentire la partecipazione di tutti quegli alunni che desiderassero farlo. Il problema della concomitanza dei due eventi, la gita e la messa, è derivato da contingenze organizzative e di sicurezza di fronte alle quali, essendo noi stessi responsabili di ragazzi minorenni, la scuola non può soprassedere. La gita a Roma era stata da tempo organizzata, sulla base di un preciso programma didattico teso a concludere un itinerario di studio sulla vita e sull’opera di alcuni grandi artisti (Caravaggio, Bernini…). La prenotazione al museo di villa Borghese era stata fissata per il 14 dicembre ma, per ovvie ragioni di sicurezza, derivanti dal timore che in quella giornata nella capitale si potessero verificare disordini ed agitazioni - poi puntualmente accadute -, la data era stata spostata e non sarebbe stato possibile effettuare la visita se non nella giornata prevista dal museo, appunto il 17, pena la perdita delle quote versate per i biglietti. Questa situazione – continuano gli insegnanti - ben la conosceva il parroco, con il quale il personale insegnante aveva tempestivamente concordato il rinvio della messa. Perché, dunque, presentare un’immagine di scuola indifferente, villana e noncurante, che viene meno ad un appuntamento senza preoccuparsi nemmeno di avvertire? Perché presentare come alternative la cultura artistico - letteraria, che sostanzia idee e conoscenze e la cultura religiosa, dalla quale vengono promossi valori e adesione alle tradizioni che rafforzano l’identità? Non giova certamente ai ragazzi, verso i quali la scuola compie un’opera di formazione al senso e al valore della vita, azione radicata nel territorio e nella sua identità; non giova certamente al senso di comunità in cui dovrebbe prevalere il dialogo serio e costruttivo, piuttosto che il chiacchiericcio insulso e diseducante”. Dalla Cattedrale ribadiscono comunque, con forte amarezza, che “nessuno ci ha mai informato circa rinvii o nuove date nelle quali organizzare la messa prenatalizia”.

22/12/2010 ore 1:30
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