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Narni: gli assistiti dei Servizi Sociali parlano di privacy non rispettata nei loro confronti nella consegna dei pacchi di derrate alimentari
La privacy è un diritto di tutti, anche delle persone disagiate. Anzi, dovrebbero essere proprio i più bisognosi ad essere tutelati da una legge il cui primo principio è proprio quello di difendere i diritti di ogni essere umano. Sembra non essere così presso la sede dei Servizi Sociali del Comune di Narni dove le famiglie cosiddette bisognose che vengono assistite lamentano degli atteggiamenti un po’ troppo superficiali da parte degli addetti all’espletamento di alcuni tipi di servizi assistenziali. In particolare mancherebbe la dovuta riservatezza nella consegna dei pacchi di derrate alimentari che l’ufficio distribuisce mensilmente ad una ventina di famiglie narnesi. Si tratta di un quantitativo di prodotti alimentari la cui diffusione è sotto l’egida dell’Aima che per conto della Cee acquista degli stock di merci alimentari deperibili che poi distribuisce alle sedi Caritas di ogni capoluogo di provincia ed ai Servizi Sociali di alcuni comuni. “I prodotti arrivano una volta al mese – spiega Delio Angeletti responsabile dell’ufficio narnese – ed a confezionarli ci pensano i volontari dell’Arci Ragazzi di Narni Scalo. Ogni pacco può contenere riso, pasta, latte, parmigiano, sottaceti, scatolame e altre derrate alimentari”. Fin qui tutto bene, ma i problemi sorgerebbero nella fase del confezionamento perché pare che i sacchetti destinati alle varie famiglie vengono appoggiati sul pavimento del corridoio e, cosa ancora più sconveniente, su ogni pacco viene scritto a caratteri cubitali il nome della famiglia a cui esso è destinato ed il relativo indirizzo. “Ho visto con i miei occhi – spiega un signore che chiede di non essere citato – delle persone entrare negli uffici dei Servizi Sociali e chiedere a bassa voce dove fossero i pacchi destinati alle loro famiglie e poi con vergogna chinarsi a raccoglierli ed imboccare a capo chino la porta di uscita”. Angeletti tende a sdrammatizzare l’episodio: “Sarà anche capitato che i pacchi sono stati appoggiati per terra ma i prodotti sono tutti ben confezionati e dunque l’aspetto igienico è salvaguardato al cento per cento”. Sulla questione della privacy il dirigente spiega che così facendo “si cerca di trovare il pelo nell’uovo. Guardiamo piuttosto all’importanza che ha questo servizio per quelle persone che almeno una volta al mese possono far conto su una fornitura di derrate con le quali mandare avanti la famiglia per alcuni giorni”.
26/11/2005 ore 5:09
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