Giovedì 02/07/2020
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Narni: crisi nera per il commercio nel centro storico, i negozi chiudono uno dopo l'altro
Un’ecatombe. Che negli ultimi anni ha visto chiudere tanti, troppi negozi nel centro storico di Narni. Gli ultimi a farlo sono stati i titolari dell’alimentari Arbuatti, in via Garibaldi. Prima di loro altri: un negozio di intimo e merceria, un altro di abbigliamento nei pressi del Vescovado, poi il bar di piazza dei Priori, il negozio di ottica, la ricevitoria di via Mazzini; due ristoranti: quello in via XX Settembre e l’altro in via Roma. Quest’ultimo, per fortuna, ha riaperto da poco con una nuova gestione. Andando un po’ più a ritroso nel tempo non va dimenticato che a piazza dei Priori avevano già abbassato la saracinesca il negozio di giocattoli e l’edicola. Anche la 'yougurteria' aperta al posto del giocattolaio aveva avuto vita breve. Recentemente persino il negozio di frutta e verdura, gestito da stranieri ed aperto per poco tempo sotto all’arco del duomo, ha cessato l’attività. La crisi economica generale è, nella maggior parte dei casi, il motivo che ha indotto i titolari di queste attività a fermarsi. Viene tuttavia da chiedersi se la città ed in modo particolare gli amministratori, potevano fare qualcosa per evitare che il centro storico arrivasse a perdere negli ultimi vent’anni un numero così alto di esercizi commerciali. Forse si poteva (e si doveva) tentare di trovare delle soluzioni molto tempo fa, quando si ebbero le prime avvisaglie della crisi economica. Ma come? Probabilmente attraverso delle politiche mirate, che richiamassero gente in città, facilitando il compito di quelle persone che essendo alla ricerca di una casa dove abitare, scegliessero di stabilirsi nel centro storico piuttosto che in periferia. Perché il crollo delle vendite degli esercizi del borgo negli ultimi anni è andato di pari passo con quello del numero dei residenti. Meno gente che abita in un borgo e meno affari per i commercianti che ci lavorano. Le ultime amministrazioni comunali hanno davvero fatto tutto quello che era in loro potere per incentivare i proprietari delle case a ristrutturarle ed a metterle a disposizione di chi era alla ricerca? Con l’avvento dell’università il centro si è ripopolato moltissimo, ma gli studenti, è un fatto noto, per i loro acquisti, si rivolgono ai grandi supermercati di Narni Scalo o vanno nei centri commerciali di Terni. Non possono essere, insomma, gli studenti universitari i potenziali clienti dei negozi di vicinato del centro storico. Si tratta di ragazzi che vengono da fuori e che devono centellinare al massimo le loro disponibilità finanziarie. La città avrebbe avuto bisogno di un’altra tipologia di ‘residenti’: famiglie, gente che in un modo o nell’altro ogni giorno sarebbe entrata nelle “botteghe”, magari solo per comprare un etto di mortadella, un giornale, una scatola di fiammiferi o per bere un caffè. Si è detto che a tenere lontani gli “inquilini” dalle case rimesse a posto nel centro storico, siano stati i prezzi degli affitti. E qui, forse, l’amministrazione comunale qualche responsabilità ce la potrebbe anche avere, perché più volte, anche sul nostro portale, sono stati lanciati appelli affinché si provvedesse a fare dei controlli ed a porre un “calmiere” sui canoni di affitto. Non ci risulta che questo sia stato mai fatto in modo convinto. Certo non tutta la crisi è dipesa da questo aspetto e siamo noi i primi a rendercene conto, riconoscendo al comune di aver provato, negli ultimi anni, ad incentivare un “uso” del centro storico, il più possibile aperto a tutti, attraverso l’organizzazione di eventi che portassero gente. Ma si tratta di poca cosa rispetto alle necessità di chi deve mandare un’attività tutti i giorni del mese. Oggi, allora, si fanno i conti con la triste realtà che è quella di un centro storico desolatamente vuoto e privo di attrattive. Tra pochi mesi i narnesi saranno chiamati a votare. Non sarebbe male che i candidati sindaci nei loro programmi inserissero dei programmi e delle idee fattibili, che puntassero proprio a ridare sprint alla città.
4/1/2017 ore 3:45
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