Lunedì 30/03/2020
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Narni: corsa all'anello nella bufera, il comportamento di S.Maria rischia di condizionare la festa di quest'anno
Corsa all’anello nella bufera. L’episodio “doping” sta creando infatti pericolose conseguenze che rischiano di minare le basi di una manifestazione che ha più di quarant’anni di storia. Il gesto di ribellione, compiuto dai responsabili del terziere Santa Maria che non hanno riconsegnato l’anello vinto a maggio e perso a tavolino per effetto della penalizzazione inflitta loro dall’Ente Corsa, ha acceso una miccia che rischia di far esplodere tutta la “Santa Barbara”. A Mezule i contradaioli sono avvelenati per l’atteggiamento assunto dal rione arancioviola, il cui comportamento non è andato giù nemmeno ai fraportani che hanno più volte stigmatizzato il gesto di non riconsegnare l’anello “fraudolento”. Le polemiche che si sono innescate all’indomani della cerimonia “farsa” svoltasi in Comune lo scorso 22 gennaio, quando il sindaco Bigaroni consegnò ai Priori di Mezule una targa al posto dell’anello, stanno prendendo il sopravvento sull’entusiasmo dei contradaioli che di questi tempi (tra due mesi comincia la festa) dovrebbe invece animare le centinaia di volontari che rappresentano l’anima della manifestazione. E tutti, o quasi, puntano il dito contro il terziere Santa Maria "colpevole di voler distruggere la festa”. Che l’atmosfera della vigilia non sia delle migliori se ne sono accorti anche dentro l’Ente Corsa. Carlo Capotosti, responsabile delle pubbliche relazioni, dice chiaramente che “è questo il momento buono per vedere chi sono coloro che vogliono bene alla festa e chi invece quelli che remano contro”. Capotosti non accusa nessuno ma afferma che “per il bene della Corsa all’anello questa vicenda andava chiusa il prima possibile” ed aggiunge anche che “Santa Maria ci aveva chiesto espressamente di non usare il pugno duro nell’emettere il verdetto una volta verificata la positività delle analisi , poi per tutta risposta se ne esce fuori con ricorsi e atteggiamenti poco condivisibili che non fanno altro che alimentare polemiche e malumori”. “Noi – aggiunge Capotosti – stiamo in ogni caso lavorando per allestire il programma della 41esima edizione della festa. Al momento è questo quello che conta”. Da Santa Maria rigettano ogni tipo di accusa: “noi colpevoli di voler ‘distruggere’ la festa? E’ pura follia e chi afferma questo è un pazzo. E’ vero: c’è stato un nostro contradaiolo che ha inviato all’ente una lettera nella quale si fa ricorso rispetto alla perdita a tavolino dell’anello; noi abbiamo appoggiato questa richiesta, ma ciò non vuol dire che non abbiamo a cuore le sorti della festa. Prova ne è che nel nostro terziere c’è una scuola di tamburo molto attiva, che coinvolge quest’anno una cinquantina tra bambini e ragazzi e queste cose si fanno proprio per dare un futuro alla corsa all’anello. Altro che voler rompere il giocattolo!”.


9/2/2010 ore 0:05
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