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Narni: è morto Attilio Garibaldi, con lui sono cresciuti tanti piccoli calciatori
La scomparsa di Attilio Garibaldi a Narni fa scattare una moltitudine di ricordi nella mente di tanti cittadini. Attilio aveva 69 anni ed è morto due giorni fa al termine di una breve malattia. Il suo nome è legato in modo particolare al mondo dello sport narnese. Tra la fine degli anni sessanta e parte dei settanta, Attilio ha militato con la Narnese Juniores; negli anni successivi ha intrapreso la carriera di allenatore delle giovanili dell'Uda Sport Narni, la società sportiva gestita dalla parrocchia del Duomo. Con Attilio in panchina si sono formati tanti giovani calciatori, alcuni dei quali sono arrivati a calcare anche i campi dell'Eccellenza regionale e della Quarta Serie. Tecnico appassionato, scrupoloso e molto preparato, trascorreva dei pomeriggi interi nel vecchio campetto situato all'interno del castello di San Girolamo e successivamente nel campo principale dello stadio comunale, per seguire i suoi ragazzi. Attilio ha frequentato Ragioneria, iniziando il suo percorso di studi quando l'istituto era ancora ospitato all'interno dell'ex Seminario di Largo San Francesco, nel cuore di Narni. Per la sua maturità ed il suo carattere determinato, svolse per anni il ruolo di rappresentante di classe e poi di istituto. I funerali di Attilio sono in programma oggi (venerdi 16 giugno) alle 16 presso il Duomo di Narni.
IL RICORDO DELLA FIGLIA ROMINA
Sin da quando ero bambina ed in ogni occasione utile, papà mi raccontava i suoi numerosi aneddoti di vita, in particolare di quando allenava, partecipava ai campeggi estivi o intraprendeva qualche "battaglia scolastica". Me li ripeteva continuamente anche se io, che ero piccola, mi annoiavo tantissimo perché non conoscevo nessuno dei personaggi che citava, al punto che mi sembrava che mi stesse parlando di preistoria. Poi "grande" e soprattutto in questa ultima fase di vita, quei racconti li riascoltavo con estremo piacere perché lui li faceva con enfasi, cercando di trasmettere a chi lo stava ad ascoltare le grandi emozioni provate. Vedevo il suo sguardo illuminarsi, i suoi occhi brillare e gli tornava un dolce sorriso malinconico. Io, da figlia, sapevo bene che persona fosse papà, ma non nascondo che la mia paura più grande , essendo trascorsi più di cinquant' anni anni e dato che, come diceva lui, dopo che si era sposato aveva "smesso tutto" per dedicarsi interamente alla famiglia ed al lavoro, per tutti gli altri protagonisti, quelle vicende rimanessero invece nel dimenticatoio. Durante il funerale ho ricevuto tanti attestati di stima da molti amici di papà, molti dei quali neanche conoscevo di persona. Grazie a tutti.
16/6/2023 ore 13:55
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