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Narni: è uscito il nuovo libro di Francesco Bussetti, dal titolo "Narni, il divenire di una città"
“Narni, il divenire di una città” è il titolo di un nuovo libro di Francesco Bussetti, in questi giorni in prima distribuzione. Il volume (168 pagine con 59 immagini b/n e 32 a colori fuori testo) esce per l’editore Edimond nella fortunata collana “Le guide del viaggiatore raffinato” che raggiunge così trentatré titoli relativi ad altrettanti centri storici e città d’arte. Frutto di una conoscenza profonda della città e di anni di indagini pluridisciplinari il volume non è una guida tradizionale e neanche un punto di vista su Narni ma un “modo” per vedere, capire e vivere la città attraverso evidenze monumentali ed opere d’arte ma anche, con pari funzione, spazi, architetture minori, simboli e percezioni. Il percorso proposto va sempre “oltre” le pietre nel tentativo di cogliere il divenire della storia urbana fatto di vita (vite e storie vissute) nei luoghi spesso troppo consueti, quasi scontati, per essere compresi appieno. Attribuzioni, datazioni, stili non sono astratti valori assoluti di bellezza o antichità ma vengono rapportati alle funzioni, alla cultura materiale del vivere dentro un ritmo dei tempi lunghi che mette in consecuzione accelerazioni e resistenze, modernizzazioni ed arretratezze. Con questo metodo di approccio non c’è dunque, nel vedere pezzi di città, un elogio del passato ma la ricerca di significati e contesti. Questa nuova fatica di Francesco Bussetti (che ha già pubblicato diversi “interventi” sulle vicende e sulle emergenze narnesi) più che un trattato è dunque uno strumento volto a mettere a leva e dare valore a conoscenze e consapevolezze. E tuttavia si tratta di una guida, dunque di un percorso (sebbene non lineare per strade o epoche) attraverso segni che diventano caratteri della città di Narni (il nome, la fortuna mediatica del ponte, la modernizzazione indotta dalla strada, il significato delle tante epigrafi sui muri). Un altro livello di percezione è fornito attraverso un suggestivo uso della letteratura di viaggio e dei viaggiatori (citazioni motivate dai libri “di” viaggio e da quelli “per il” viaggio” a Narni): ne esce un profilo della forma urbana prima della fotografia, nel rincorrersi del “dove” con “l’altrove”, dei sentimenti di esaltazione della città con quelli di grigiore e pessimismo. Il divenire del tempo urbano è strutturato attraverso l’evidenza delle fasi di riorganizzazione e modernizzazione, l’evoluzione delle infrastrutture che segnano il senso di città (mura, porte, collegamenti col mondo esterno) e lo sviluppo della grande edilizia funzionale: la cattedrale (“ombelico del mondo urbano” ampiamente considerata), i palazzi del potere e della socialità, la fabbrica, l’edilizia religiosa (i luoghi dei francescani, dei domenicani, degli agostiniani, le chiese di città), l’edilizia che segna fasi di declino e dissolvimento dei sogni di autonomia, la fontana, il teatro, le manomissioni urbane. Un percorso per luoghi e per segni conduce poi attraverso evidenze di significato specifico, sebbene a volte mutato nel tempo: le torri e gli archi, il campanile, il brefotrofio, santa Restituta e santa Margherita, villa Martinori … Una riflessione sul rapporto tra l’arte “a” Narni e l’arte “di” Narni introduce alla trattazione di quattro opere d’arte emblematiche: la pala del Ghirlandaio, l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli e quella di Livio Agresti, lo stendardo bifacciale del Maestro di Narni del 1409. Corre per tutto il volume (a proposito delle architetture come quella dell’arco “scemo” o delle opere d’arte) la sottolineatura del complesso rapporto tra modelli narnesi e modelli importati. Seguendo la struttura del progetto editoriale della collana, molti inserti descrittivi, arricchiscono il testo sempre vivace attraverso una scrittura che tiene continuamente “sulla corda”: il “piacere” della veduta, della storia, dell’architettura, dell’arte, della sosta, della tradizione, il viaggio nel viaggio, disvelano altrettante incursioni in tempi, opere, emergenze, significati. Raffinata è ovviamente la costruzione editoriale e grafica sul modello della collana. Francesco Bussetti ha voluto approntare una “cassetta degli attrezzi” per indagare e capire la città secondo le esperienze, le sensibilità e le percezioni di ognuno, narnese o viaggiatore dell’oggi. Per questo il libro è destinato ad aprire discussioni sulla città ed i suoi valori specifici, sui caratteri originali e sui “modi” del vivere Narni ed a Narni, obiettivo verso il quale l’autore mostra attesa ed interesse. Intanto una nuova guida di robusto significato culturale arricchisce il patrimonio informativo e di comunicazione di Narni in questo momento in cui si sta da più parti lavorando per costruire una nuova immagine ed un nuovo ruolo della città.


22/11/2006 ore 21:18
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