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Lo "Speco" isolato a causa della neve, da tre giorni manca anche l'acqua a causa della rottura di un tubo
Isolati e senz’acqua potabile. I frati del Convento francescano dello “Speco” sono da tre giorni in emergenza a causa di un guasto che ha interessato le tubazioni dell’acquedotto che dalla frazione di Vasciano salgono fin sulla cima dell’eremo. Oltre alla mancanza di acqua c’è anche il problema della neve che è cominciata a cadere sabato notte e che ha coperto le strade intorno al convento. La provinciale per Sant’Urbano è percorribile, perché l’intervento degli addetti ha permesso di liberarla dalla neve e dal ghiaccio, ma il tratto di strada che sale verso il convento è tuttora ricoperto di neve e dunque è impossibile salire con le macchine fino in cima. “Sono andato a trovare i frati come mi capita di fare più volte alla settimana-spiega Renzo Pellegrini un signore di Narni Scalo-e sono stato costretto a lasciare l’auto a circa trecento metri dal convento. Non si tratta di una distanza incolmabile, però pensare di arrampicarsi con la macchina su per lo stradone pieno di neve e ghiaccio sarebbe stata una pazzia, per me quanto per chiunque altro”. Deve essere stato proprio il repentino calo delle temperature a provocare la rottura di qualche tubo dell’impianto idrico che ha lasciato il convento senz’acqua potabile. “E’ un disagio forte-dice Pellegrini-perché in pratica i frati possono disporre dell’acqua di un pozzo e basta, ma questa non è potabile e poi non è sufficiente a coprire tutte le necessità della piccola comunità. D’altro canto fino a quando non verrà liberata la strada dal ghiaccio e dalla neve sarà impossibile portare dei rifornimenti al convento. Ci vuole l’intervento di qualcuno che provveda a verificare in quale punto della rete idrica si è formato il guasto ed a ripararlo”. Il convento dello “Speco” si trova nel territorio comunale di Narni ma da quanto ha spiegato Padre Placido, il frate novantenne che da oltre mezzo secolo vive nell’antico eremo francescano, le condotte dell’acqua verrebbero da Vasciano e quindi apparterrebbero al comune di Stroncone. Qualche telefonata, per avvertire dell’emergenza, è stata fatta e si attende che gli operai provvedano a ripristinare la situazione, intanto, però, per Padre Placido e gli altri due giovani frati presenti nel convento i disagi sono notevoli. “Al freddo di queste parti ci siamo abituati-ha detto sorridendo l’anziano frate-d’altronde San Francesco ai suoi tempi non aveva le comodità che oggi abbiamo noi. Però, certo se qualcuno ci desse una mano ci sentiremmo più felici e meno soli”.
23/2/2005 ore 10:45
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