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La Regione fissa nuovi parametri per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro ed approva un programma di interventi
Aumentare i livelli sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso un programma integrato che punti su formazione vigilanza e controllo, prevenzione, attraverso la partecipazione di tutti i soggetti interessati, coordinati tra loro in modo efficace. Sono questi i punti principali emersi nell'ultima riunione del “Comitato regionale di coordinamento per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro” che si è svolta stamani a Palazzo Donini. Alla riunione del Comitato, che è coordinato dall’assessore regionale alla sanità, Maurizio Rosi, e a cui ha partecipato anche la presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, hanno partecipato i rappresentanti delle parti sociali, economiche e istituzionali (associazioni di categoria e sindacati, Inail, Inps, Uffici territoriali del Governo, Direzione regionale del lavoro, i servizi territoriali di prevenzione e controllo delle Asl, Ispesl-Umbria, collegi professionali, Consiglio delle Autonomie locali). La presidente Lorenzetti e l’assessore Rosi nel riaffermare che quello della sicurezza sui luoghi di lavoro “è un obiettivo prioritario e strategico di tutte le componenti sociali ed istituzionali della regione che impone una comune e piena assunzione di responsabilità”, hanno detto che il Comitato di coordinamento “dovrà svolgere sempre di più e meglio un’efficace attività di raccordo degli interventi di tutti i soggetti interessati, svolgendo così appieno il ruolo che gli è assegnato dalla legge”. I punti principali del programma approvato dal Comitato e illustrati dall’assessore Rosi, riguardano in primo luogo la necessità di avere a disposizione una banca dati unica, un Osservatorio regionale integrato, che offra una lettura omogenea ed appropriata della situazione della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, mettendo in rete e i dati del Servizio sanitario regionale, dell’Inail e dell’Inps. Altro punto centrale è rappresentato dalla formazione dei lavoratori e dei responsabili della sicurezza e, più in generale dalla promozione di una “cultura della prevenzione” che dovrà impegnare anche il mondo della scuola regionale. Saranno elaborate in tal senso forme di sostegno delle istituzioni alle attività concordate in tema di sicurezza dagli Organismi bilaterali
7/10/2005 ore 15:15
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