Martedì 17/09/2019
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La Regione diffonde i dati dei controlli sui cantieri edili: ben 132 le sanzioni inflitte sulle 416 visite ispettive effettuate in tutta l'Umbria
Sono state 416 le visite ispettive effettuate nel periodo estivo e autunnale dalle Aziende sanitarie locali nei cantieri umbri, 132 le sanzioni inflitte. Lo rende noto la “Direzione regionale sanità e servizi sociali” della Regione Umbra, sottolineando che la collaborazione con le “Asl”, l’ispettorato del lavoro e le organizzazioni sindacali, finalizzata a valutare alcuni rischi in edilizia e in agricoltura, ha portato buoni frutti. I cantieri visitati nel mese di giugno sono stati 159, di cui 130 con un numero di addetti compreso tra 1 e 5 ed altri 29 con un numero di operai che oscillava tra 6 e 20. Le prescrizioni sono state 73 e 50 le sanzioni (ridotta e illecito amministrativo), mentre un cantiere è stato sequestrato. A settembre sono state effettuate ispezioni in 257 cantieri, di cui 200 con un numero di addetti tra 1 e 5, i rimanenti tra i 6 e 20. Un solo cantiere aveva un organico che oscillava tra i 21 e 50 addetti. In questa seconda fase di controlli le prescrizioni sono state 83, le sanzioni 82 e un solo cantiere è stato sottoposto a sequestro. Da una prima analisi dei dati – ha comunicato la Direzione regionale sanità - emerge che, nella maggior parte dei cantieri controllati, vengono prese tutte le precauzioni per lavorare in sicurezza mentre è stato rilevato un “quasi sufficiente” rispetto delle regole stabilite dalla Direttiva – UE 92/57 relative alla designazione di coordinatori, alla stesura di un piano di sicurezza e di coordinamento ed alla notifica preliminare. I controlli rientrano nell’ambito della “Campagna Europea 2004 “Sicurezza nel settore edilizio“ che ha individuato la sicurezza in questo comparto e in quello agricolo come tema centrale per l’anno 2004. La Direzione regionale sanità ha ricordato che, negli ultimi anni, in particolare a partire dal periodo successivo al terremoto del 1997, l’attività di vigilanza in edilizia è stata una priorità dei Servizi “Psal” delle Aziende sanitarie locali. Dal Rapporto annuale regionale dell’ “Inail” emerge nel 2003 un calo del 5 per cento degli infortuni nel settore edile,(2.540 infortuni avvenuti e denunciati contro i 2.678 del 2002). La riduzione degli infortuni interessa tutto il settore industriale( 18.338 infortuni denunciati nel 2002 contro i 17.685 del 2003, con calo del 3,6 per cento) e l7 agricoltura( da 2.358 a 2.254 con calo del 4,4 per cento), al contrario sono aumentati del 9,1 per cento gli infortuni nell’ambito della Pubblica Amministrazione, passati da 594 nel 2002 a 648 nel 2003. Ad ogni modo il trend dell’andamento infortunistico in Umbria si riallaccia a quello nazionale in diminuzione: dai 21.290 infortuni denunciati nel 2002, si è passati ai 20.587 del 2003, con una riduzione in termini assoluti di 703 infortuni. Per l’assessore regionale alla sanità, Maurizio Rosi, “i dati Inail confermano la giustezza delle scelte fatte dalla Regione Umbria, che indicano la sicurezza negli ambienti di lavoro come uno degli obiettivi strategici previsti, delineati e definiti sia nel Patto per lo Sviluppo per la protezione della salute, sia dal “Dap”, Documento Annuale di Programmazione,2003-2005, che hanno trovato concreta attuazione con l’approvazione del Piano Sanitario Regionale 2003 – 2005, che ha individuato, tra le azioni di piano prioritarie importanti e qualificanti, la prevenzione nei luoghi di lavoro. Nonostante questo – ha aggiunto Rosi - si è ben lontani da una situazione soddisfacente e quindi continuerà l’impegno per arrivare a risultati accettabili, che portino alla progressiva diminuzione ed alla definitiva scomparsa di eventi tragici e dolorosi”.

11/12/2004 ore 11:52
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