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La Provincia di Terni ha adottato il nuovo piano di Protezione Civile, un prezioso strumento per la prevenzione delle emergenze
La Giunta provinciale di Terni ha adottato il Piano di Protezione Civile relativo al Rischio Idraulico. L'atto, elaborato in attuazione del Dlgs n.112/98 e della L.R. n.3/99 e in stretto coordinamento con la Prefettura di Terni, si riferisce ad eventi che per loro intensità ed estensione comportano l'intervento coordinato di più Enti e Amministrazioni competenti e che debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. Il Piano comporta il coinvolgimento di tutti i soggetti preposti alla sicurezza e al coordinamento territoriale, tra questi i principali sono i Comuni, i Vigili del Fuoco, le forze dell'ordine, la Protezione civile e le Associazioni di categoria che attraverso il suddetto Piano collaborano ed assumono ciascuno per la propria parte di competenza corretti atteggiamenti finalizzati alla prevenzione e all'intervento in caso di emergenza, attivando una ricognizione dei fattori di rischio con l'individuazione delle risorse disponibili e la costruzione di un sistema coordinato di competenze a livello provinciale che coinvolga direttamente le Amministrazioni comunali. I Comuni infatti dovranno individuare aree di protezione civile o istituire un Centro Operativo comunale (C.O.C.), attivando le proprie competenze e l'organizzazione interna della Protezione Civile per la realizzazione di modelli di intervento comunali. "I modelli di intervento definiti dal Piano di Protezione Civile "afferma l'Assessore provinciale all'Ambiente Fabio Paparelli - sono stati elaborati tenendo presente la realtà territoriale provinciale, attribuendo a ciascun soggetto i compiti e le azioni da sviluppare in ogni fase secondo modalità e criteri predefiniti. Successivamente all'approvazione definitiva in Consiglio Provinciale, il Piano dovrà essere sottoscritto da ogni singolo Ente attraverso un apposito Protocollo d?Intesa che costituisce il vincolo necessario affinché tutti i soggetti si impegnino ad attuare ciò che è previsto in ogni fase delle procedure". Dal piano emerge che i comuni maggiormente esposti a rischio idraulico sono Terni, Orvieto e Fabro sia per quanto riguarda la popolazione che per il reparto produttivo.

21/4/2005 ore 11:11
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