Lunedì 26/08/2019
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Feste storiche: tutti contro il ministro Brambilla che ha "bocciato" numerosi eventi umbri compresa la Corsa all'anello di Narni
“Ci riempie di orgoglio e soddisfazione l’inclusione della ‘Festa dei Ceri’ di Gubbio e di ‘Coloriamo i cieli’ nel top degli eventi ai quali il ministro Brambilla ha attribuito il brand ‘Patrimonio d’Italia’, ma risultano incomprensibili e ingiustificate le motivazioni che hanno portato all’esclusione di tante altre manifestazioni che l’Umbria, terra di cultura e radicate tradizioni, offre a tutto il Paese e hanno risonanza ben oltre i confini nazionali”. L’assessore regionale alla Cultura e al Turismo Fabrizio Bracco commenta così il nuovo marchio istituito dal Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, riservato alle eccellenze nazionali che contribuiscono a valorizzare l’immagine dell’Italia nella cui categoria “per la tradizione” sono stati inseriti quest’anno 34 eventi, tra cui due umbri. “Una selezione alquanto riduttiva – sottolinea Bracco – che non tiene conto del ‘tesoro’ di rievocazioni storiche e culturali, che con rigore scientifico e allo stesso tempo passione e impegno corale, animano e uniscono le nostre comunità. Eventi che richiamano turisti e visitatori da ogni dove, contribuendo a mantenere vivi e solidi legami con le tradizioni, ma anche a generare ricchezza sociale ed economica. Un patrimonio di cui l’Umbria è fiera e che la Regione è impegnata a valorizzare e far conoscere”. “Quanto al rispetto degli animali e dell’ambiente, noi umbri – rileva l’assessore regionale – cresciuti nel culto di San Francesco e sensibili alla lezione nonviolenta e pacifista di Aldo Capitini, abbiamo sempre sostenuto e difeso l’ambiente e i diritti di tutti gli esseri sub-umani. Per questo, quando il ministro Brambilla prosegue nella sua crociata denunciando la ‘inadeguatezza e l’anacronismo’ degli eventi che vedono coinvolti animali con esiti cruenti, non comprendiamo come tale principio possa portare a non premiare manifestazioni quali la Giostra della Quintana di Foligno, i Giochi de le Porte di Gualdo Tadino o la Corsa dell’Anello che si svolge a Narni. Dove cavalli e somari sono trattati con amore”. “Invitiamo, pertanto, il ministro Brambilla a venire in Umbria – conclude Bracco - e a verificare di persona il valore culturale e sociale e, visto che le sta così a cuore, anche animalista delle nostre rievocazioni storiche, certi che il prossimo anno il marchio ‘Patrimonio d’Italia’ possa essere esteso anche ad altri dei molteplici eventi che promuovono e valorizzano il territorio umbro e nazionale”.
Le proteste contro il ministro al Turismo Brambilla partono anche da Narni. Il presidente della Figs, Federazione Italiana Giochi Storici, il narnese Carlo Capotosti, spiega che “è assurdo che un ministro della Repubblica, che dovrebbe tutelare il turismo, antepone ai suoi compiti istituzionali la propria fede animalista”. Capotosti ribadisce poi che “siamo tutti contrari all’abuso ed ai maltrattamenti sugli animali, ma ci sentiamo al tempo stesso offesi dal fatto che la nostra corsa all’anello non sia stata minimamente presa in considerazione, al pari di altre importanti feste storiche dell’Umbria”. Dice la sua anche il consigliere comunale Sergio Bruschini (Pdl): “la Brambilla – dice -, ha sbagliato e mi batterò in ogni sede contro questa sua decisione che penalizza fortemente la Corsa all’anello. Il fatto che la nostra festa non sia stata presa in considerazione è tuttavia anche il frutto di una cattiva politica di valorizzazione dell’evento fatta dall’Ente e dal Comune a livello regionale”.
2/8/2011 ore 0:01
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