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Favilli torna sull'energia: "Siamo arrivati al capolinea! Solo la megacentrale può salvare il comparto industriale del nostro territorio"
Favilli non vede alternative: "solo risolvendo il problema degli approvigionamenti energetici il nostro territorio potrà ripartire". Per il consigliere comunale di Forza Italia quello dell'energia è un vecchio pallino, un salvagente al quale l'economia narnese, ma anche quella ternana, debbono aggrapparsi se vogliono rimanere a galla e cercare di raggiungere porti più sicuri. Ad altre forme di investimento Favilli non ci crede o, almeno, è convinto che non possano far rinascere in tempi brevi l'economia locale che invece "ha bisogno di "terapie" urgenti". Sulle potenzialità che potrebbe avere ad esempio il settore del turismo Favilli è molto chiaro: "I dati relativi agli afflussi turistici nel territorio narnese sono a dir poco sconsolanti, negli ultimi periodi c'è stato un netto calo delle presenze e questo dato va letto in modo fortemente negativo perchè era già basso il punto di partenza relativo ai numeri fatti registrare dai movimenti in entrata nel nostro comune. Un fallimento questo-sottolinea Favilli-della giunta Bigaroni che aveva puntato molte delle sue carte sullo sviluppo del turismo che aveva posto in prima linea nel programma elettorale". Insomma Favilli accusa gli amministratori narnesi di aver fatto il passo più lungo della loro gamba per avere creduto ingenuamente di poter riconvertire in tempi brevi la vocazione industriale della città e del territorio in qualcosa di diverso. "Il tessuto industriale è stato trascurato dalla giunta, sebbene proprio esso rappresenti, nonostante la crisi, il volano della nostra economia. Questo atteggiamento di scarso interesse ha portato il settore a deteriorarsi sempre di più: le grandi e le piccole industrie stanno perdendo competitività sui mercati, il settore del commercio è in crisi e l'artigianato ristagna. In compenso aumenta la disoccupazione e per i giovani del nostro comune è diventato impossibile trovare lavoro in una azienda narnese e sono quindi costretti a rivolgersi altrove". Favilli arriva poi al nocciolo della questione ed affronta il tema legato alle forme alternative di approvigionamento energetico: "Il sindaco di Terni ha dichiarato nei giorni scorsi che la Regione ha pronto un decreto dove dichiarerà lo stato di emergenza occupazionale e questo per chiedere al Governo sgravi economici sull'acquisto di energia. Il problema-incalza Favilli-come si vede torna nuovamente alla ribalta e pone le forze politiche e quelle istituzionali di fronte ad una scelta che non può essere più rinviata, anche perchè la soluzione proposta per ottenere elettricità a costi europei non sembra praticabile. Rimane allora l'unica via che riguarda la costruzione della centrale da 800 mgw, capace di alimentare le aziende narnesi e ternane a costi ridotti e dare quindi nuova propulsione al comparto industriale. Lo ha fatto chiaramente intendere anche il senatore Cicolani, nuovo commissario di Forza Italia a Terni, che è opportuno puntare sulla politica industriale e su quella delle infrastrutture. Ma perchè la centrale si possa realizzare e le nostre industrie ripartire, ci vuole che tutti coloro che sono su questa linea vengano allo scoperto e si tirino fuori dai falsi tatticismi e dalle ambiguità. Solo così-conclude il consigliere di Fi-si potranno condizionare positivamente le scelte future e dare un avvenire sicuro alle nuove generazioni".
20/4/2004 ore 3:37
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