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Energia alternativa: pale eoliche sulle montagne de Itieli, ma i cacciatori temono danni irreparabili per gli uccelli
Pale eoliche per produrre energia da installare sulla cima dei monti che circondano Narni. Si tratta di 8 pale in grado di produrre una potenza non trascurabile che supera i 30 megawatt elettrici, un sedicesimo della potenza che una volta costruita sarà in grado di produrre la centrale di Treie. Il progetto è in fase di studio è dovranno essere i “Domini Collettivi” di Itieli e Sant’Urbano, le due frazioni montane dove verrebbero impiantate le pale, a dare l’ok definitivo. Da parte dell’amministrazione comunale l’idea trova il più totale appoggio anche se è lo stesso sindaco Stefano Bigaroni a ricordare che “Allo stato attuale delle cose non spetta a noi decidere se impiantare o meno le pale eoliche. Dovranno essere i consigli direttivi dei domini collettivi ai quali appartengono i terreni sui quali dovrebbero sorgere questi impianti a pronunciarsi”. Ma Bigaroni non ha dubbi circa la bontà del progetto: “Quando si parla di produrre energia in modo alternativo e non inquinante – spiega – non si può non essere favorevoli. Il progetto dell’eolico sulle montagne de Itieli ci vede quindi molto interessati e da parte nostra faremo il possibile per snellire l’iter necessario al suo avanzamento”. La realizzazione del progetto cambierebbe in modo radicale non solo l’aspetto estetico di queste zone, ma darebbe ai Domini Collettivi la possibilità di sfruttare in modo completamente nuovo quei terreni che fino ad oggi hanno prodotto solo legna da ardere. Con un tornaconto economico molto più cospicuo, perché un conto è vendere legnami ed un altro la corrente elettrica. Per non parlare della possibilità che l’installazione degli impianti eolici determini eventuali azioni di urbanizzazione che porterebbero ricchezza agli stessi proprietari dei terreni. Non tutti, in ogni caso, sono d’accordo per vedere dall’oggi al domani le enormi pale stagliarsi all’orizzonte delle montagne. “Sono di un impatto visivo terribile – dicono alcuni abitanti di Itieli – come si può pensare di compiere un simile scempio in queste montagne?”. Anche da Forza Italia arriva una secca bocciatura: “Si pensa di risolvere il problema dell’energia montando otto pale sulle colline? – si chiede Sergio Bruschini, capogruppo in consiglio comunale -. All’impatto che creerebbero queste enormi strutture nessuno ha pensato? E poi, parliamoci chiaro, ma con quali venti si pensa che queste pale girerebbero in modo costante, tale da garantire la produzione del quantitativo di energia elettrica stimato? Le alture che circondano Narni sono modeste e dalle nostre parti non ci sono correnti d’aria considerevoli, quindi mi pare che il progetto sia inattuabile”. Anche da parte dei cacciatori c’è molta preoccupazione perché secondo loro le enormi pale muterebbero il sistema migratorio di gran parte delle speci assumendo le sembianze di una sorta di “mostri” in grado di spaventare gli uccelli che quindi girerebbero alla larga da quelle montagne. “Per non parlare – dicono i cacciatori – della moria di animali che le pale stesse, girando vorticosamente, provocherebbero ad ogni passaggio di stormi o di singoli uccelli”. La situazione, insomma, è abbastanza complessa e, ammesso che i Domini Collettivi, diano il loro parere favorevole, ci sarà da mettere d’accordo anche le altre parti prima di cominciare i lavori di posa in opera delle gigantesche pale.
LA SCHEDA
Le pale eoliche sono torri gigantesche di cemento ed acciaio che raggiungono anche un'altezza di 100 metri, pari a un edificio di 25-30 piani, con un peso complessivo di oltre 200 tonnellate. La loro installazione richiede la realizzazione di grosse piattaforme di cemento e palificazioni sottostanti che possono arrivare ai venti metri di profondità. Per poter realizzare queste basi è necessario fare degli scavi e creare una rete stradale di collegamento e una rete elettrica, con chilometri di cavi interrati che vanno a congiungersi con gli elettrodotti che vanno alle sottostazioni elettriche di trasformazione. Le torri, quando sono in funzione, generano un rumore piuttosto forte che può essere avvertito da eventuali abitazioni che si trovassero nei paraggi, ma che si attenua mano a mano che ci si allontana dagli impianti. Negli ultimi cinque anni sono state installate sui pendii dell'Appennino meridionale più di mille pale eoliche che sviluppano una potenza di 670 MW, pari allo 0,4 per cento del fabbisogno nazionale di energia elettrica.
3/7/2006 ore 5:23
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