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Emergenza sangue: mancano 3000 donazioni, appello della Regione e dell'Avis
Crescono i donatori in Umbria ma aumenta ancor di più il fabbisogno di sangue. Secondo le stime del Centro regionale di coordinamento e compensazione sangue, nel 2005 potrebbero mancare ben 3000 donazioni per coprire le necessità della regione. Un dato preoccupante che ha portato l’assessore regionale alla sanità Maurizio Rosi, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Umberto Pediconi, ed il presidente dell’Avis regionale, Andrea Casale, a lanciare un appello perché aumenti il numero delle donazioni. “Siamo in una situazione di emergenza – ha detto Pediconi – e per questo ci rivolgiamo con insistenza agli Umbri affinché vadano a donare il sangue. Nel 2004, rispetto all’anno precedente, il numero delle donazioni è aumentato del 4 per cento ma l’incremento non è stato sufficiente a coprire un fabbisogno salito del 16 per cento a causa dell’alta specialità e dell’apertura di nuovi servizi. Si pensi, ad esempio, che per eseguire un trapianto di midollo osseo serve una quantità di sangue pari a quella di 200/300 donatori e che lo scorso anno in Umbria sono stati eseguiti oltre 110 trapianti”. “L’Avis – ha affermato Casale - farà quanto possibile per incrementare il numero dei donatori periodici e gli indici di donazione, ma è necessario ottimizzare e rendere più efficienti i punti di raccolta attraverso una migliore organizzazione dei servizi. Avis, Regione, Aziende sanitarie e Comuni – ha annunciato - si incontreranno a breve per concordare le azioni da intraprendere e per promuovere una nuova campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini”. “La situazione di emergenza che si è venuta a creare – ha affermato l’assessore Rosi – nasce dalle trasformazioni che hanno investito la sanità umbra. Centri di eccellenza, nuovi servizi, riorganizzazione dell’intera rete ospedaliera hanno comportato un maggiore fabbisogno di sangue. Nei prossimi giorni – ha aggiunto – incontrerò i Direttori delle Aziende sanitarie ed Ospedaliere per fare il punto sulla situazione, per verificare eventuali carenze di organico nelle strutture che operano i prelievi e per meglio organizzare il complesso delle attività. Nonostante la cronica carenza di finanziamenti la questione impone uno sforzo aggiuntivo da parte di tutti ed il superamento delle difficoltà, presenti in particolare nelle Asl n.3 e 4. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere nel 2005 l’autosufficienza regionale a prescindere dai donatori occasionali proprio per evitare emergenze e acquisti di unità di sangue in altre regioni. C’e dunque bisogno di donatori e per questo rivolgiamo un appello di solidarietà alla comunità regionale. Lo sviluppo dalla sanità umbra - ha concluso - va di pari passo con un maggiore fabbisogno di sangue”.
27/2/2005 ore 16:25
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