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Da metà ottobre stop alle "chat", libero accesso solo a quelle a pagamento
Il 14 ottobre in tanti si troveranno orfani della loro chat Microsoft: solo in Italia, si tratta di una buona quota del milione e duecentonovantamila persone che hanno chattato almeno una volta. Resteranno aperte solo le chat a pagamento – e dunque con utenti registrati, controllabili – in Stati Uniti, Canada e Giappone. Motivo: prevenire comportamenti illegali come la diffusione di virus o di immagini pornopedofile. E ora, cosa accadrà? Poco o nulla, in fondo internet è grande e le chat libere e gratuite sono virtualmente infinite. Ma la mossa di Microsoft ha invece provocato un vero terremoto di parole sulla rete per le intenzioni che i più critici ci leggono dietro: non tanto bonificare la piazza virtuale dagli indesiderati, bensì minare alle fondamenta l’utopia realizzata di uno spazio di scambio libero e aperto a tutti, per passare alla progressiva commercializzazione di Internet. Geert Lovink, che sul futuro prossimo della rete ha scritto il libro My first recession spiega: «Dopo la truffaldina gestione di molte imprese della new economy, con le dot.com che hanno lasciato sul lastrico tanti piccoli risparmiatori, la fase è finita. I servizi gratuiti sono stati chiusi o trasformati in servizi a pagamento. Questo succede però dopo aver creato bisogni, e dopo che gli utenti hanno sviluppato una sorta di dipendenza da strumenti che permettono di socializzare, divertirsi, informarsi senza pagare». Da quando, nel 1988, il finlandese Karkko Oikarinen ha scritto il programma che consente di usarle, le Internet relay chat (Irc) si sono diffuse a macchia d’olio. I canali Irc sono potenzialmente infiniti, in teoria ogni utente potrebbe crearne uno, e decidere chi entra oppure no: con la funzione di “kick”, calcio, può espellere gli indesiderati. In questa “cultura della rete” si è sviluppato lo speciale linguaggio sgrammaticato precursore degli Sms: testi stringati, gergo da iniziati e le “faccine”, gli emoticons (come felicità: :-j o rabbia :-/). Il pericolo a cui fa riferimento Msn è rivolto solo alle chat non moderate, e infatti la stessa Microsoft offre già un servizio alternativo, il Msn Messenger che, spiega Fabio Maruzzi, country manager italiano per Msn,: «Come le chat, sono una comunicazione istantanea e diretta, ma gli interlocutori devono necessariamente essere persone conosciute nel mondo reale». Maruzzi, chiarito che la microsoft sa di non poter risolvere i problemi di usi illegali delle chat da sola, insiste: «L’azienda è impegnata su questo tema come dice Bill Gates quando indica l’obiettivo del “trustworthy computing”, l’informatica affidabile e sicura». Ma a ciò non crede affatto Berseker, noto nickname di un hacker siciliano: «Il punto è che i sistemi Microsoft sono vulnerabili, Microsoft ha fallito nella sua strategia dell’informatica affidabile su cui ha basato le sue mosse commerciali». (Fonte La Repubblica delle donne dell’11/10/’03)
8/10/2003 ore 17:18
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