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Crisi Sgl Carbon: le scorte di materie prime stanno per finire, è necessario affrettare i tempi delle trattative
Cinesi. Con in mano delle credenziali importanti. Si sposta di nuovo ad Oriente la trattativa per la cessione della Sgl di Narni Scalo. Niente di certo, sia chiaro, ma i bene informati parlano di un interesse serio da parte di questa società che sarebbe tra le più importanti aziende al mondo in fatto di produzione di elettrodi. Il sindaco Francesco De Rebotti viene tenuto al corrente degli sviluppi di quella che al momento sembra essere la migliore opportunità capitata fino a questo momento. "Il fatto che questa importante azienda - spiega De Rebotti - ci abbia messo al corrente dell'avvio della trattativa, ci fa ben sperare. Un atteggiamento corretto quello dei cinesi che noi tutti abbiamo molto apprezzato. Si tratta di vedere come evolveranno le cose". I cinesi avrebbero preso contatti con i liquidatori nominati dai proprietari tedeschi della Sgl Carbon. Ora bisognerà aspettare di vedere quale sarà la richiesta economica per la cessione e la risposta degli stessi cinesi. Di certo c'è un fatto che sembra essere tutt'altro che trascurabile: l'interesse dell'azienda asiatica di comprarsi lo stabilimento narnese, nasce dal fatto che essa non ha siti di produzione in Europa e dunque quello di Narni potrebbe diventare il primo. La stessa azienda cinese sul mercato mondiale degli elettrodi viene considerata una tra le più importanti al mondo in questo settore. Produce elettrodi di fascia alta e dunque la sinergia con lo stabilimento narnese sarebbe perfetta in quanto ai cinesi, per avere una gamma completa, mancherebbe proprio quello che si produce a Narni. Ma la trattativa si preannuncia lunga, un fatto questo che preoccupa sindacati e lavoratori, perchè l'autonomia produttiva dell'ex Elettrocarbonium è destinata ad esaurirsi nel giro di poche settimane per mancanza di materie prime. Da qui la proposta di qualcuno di ricorrere alla casa integrazione, che permetterebbe di risparmiare denaro che i liquidatori potrebbero investire nell'acquisto di materia prima con la quale mandare avanti la produzione. Ma anche qui l'ultima parola spetta ai tedeschi che, si è vero, hanno nominato dei liquidatori, ma rimangono pur sempre i padroni della baracca, dunque saranno loro a decidere se concedere proproghe o no. Insomma, accetteranno la richiesta di allungare i tempi (si parla di almeno 7/8 mesi) riguardanti la chiusura dello stabilimento? Ed i cinesi, da parte loro, saranno disposti ad aspettare tutto questo tempo o vogliono fare l'affare il prima possibile? Interrogativi che pesano come macigni sul futuro dei lavoratori della Sgl.
24/3/2014 ore 1:25
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