Domenica 29/03/2020
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 05:48
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Crisi Sgl Carbon: i tedeschi "nicchiano", un altro incontro è andato a vuoto e il futuro si fa sempre più cupo
Un altro buco nell'acqua. L'incontro odierno, che si è svolto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, tra i rappresentanti del Governo, le istituzioni locali, sindacali e due dirigenti dell'azienda tedesca non ha portato le buone notizie da tutti attese in città. Anzi, ad essere sinceri l'atteggiamento mostrato dai tedeschi ha gettato ulteriori ombre sul futuro della Sgl Carbon. In poche parole l'incontro, durato quasi cinque ore, è finito con un nulla di fatto in quanto i tedeschi hanno lasciato intendere di non essere disposti ad investire ulteriormente sul territorio narnese. Il tasto sul quale hanno spinto i rappresentanti della proprietà tedesca è stato quello di sempre: i costi elevati di gestione. Nemmeno di fronte alla disponibilità del Governo, unita a quella delle istituzioni locali, che hanno ribadito la loro volontà ad intervenire per fare in modo che i costi relativi all'approvvigionamento energetico possano essere in parte abbattuti, con interventi ed agevolazioni, i tedeschi hanno ceduto il passo. Insomma non c'è stata una dichiarazione vera e propria rispetto alla volontà di chiudere lo stabilimento di Narni Scalo, ma l'atteggiamento assunto dai due dirigenti nel corso della riunione di questa mattina è stato fin troppo chiaro. Ci si è lasciati con l'accordo di rivedersi a breve. nel frattempo il Governo italiano scriverà all'amministratore delegato della società proprietaria dello stabilimento narnese per capire cosa stia succedendo e come i tedeschi intendano muoversi. Se il tira e molla dovesse prolungarsi andrebbero ad alimentarsi delle tensioni che al momento attuale non si capisce dove possano portare. Certo è che da parte delle istituzioni italiane (Comune, Regione e Governo) non esiste alcuna dispomnibilità a lasciarsi sfilare da sotto il naso lo stabilimento di Narni Scalo che viene da tutti ritenuto come uno stabilimento in salute. Sembra di capire, insomma, che se ci sarà da "combattere", le istituzioni non si tireranno indietro e giocheranno fino alla fine le loro carte. Con le buone o con le "cattive". Intanto continuano i "sondaggi" di mercato per vedere quali aziende (italiane e non solo), potrebbero essere eventualmente disponibili a rilevare lo stabilimento di Narni Scalo. Se i tedeschi si decidessere a cedere la storica fabbrica narnese, cadrebbero tutti i timori e la Sgl, magari con un altro nome, potrebbe rialzare la testa e ricominciare a produrre grandi quantità di elettrodi di grafite da vendere direttamente alle grandi aziende produttrici di acciaio, (Ilva e Ast in primis), italiane e straniere.
(Foto di reeprtorio, presa dalla Rete)
13/1/2014 ore 16:33
Torna su