Martedì 17/09/2019
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Corsa all'anello: la pioggia sta condizionando il programma, intanto cresce l'attesa per la corsa storica in programma il giorno di "San Giovenale"
La festa di Narni è entrata nella fase più importante. Stasera (sabato 1 maggio) in piazza dei Priori ci sarà la terza e ultima “giornata medioevale” e stavolta toccherà a Fraporta fare la sua rappresentazione. Viste le condizioni del tempo, in casa rossoblù fanno gli scongiuri affinchè la pioggia non rovini anche la loro manifestazione.
Nei prossimi giorni si svolgeranno invece altre significative manifestazioni che hanno un sapore speciale per i contradaioli dei tre terzieri e per i narnesi in generale: l’offerta dei ceri in cattedrale, la processione religiosa del giorno di San Giovenale e la corsa storica in piazza dei Priori. Sacro e profano che si fondono in un insieme di rievocazioni cariche di intensità e particolarmente suggestive. “De cereis et palii offerendi” , si legge negli antichi statuti e la cerimonia consiste nell’offerta dei ceri che nel 1371 i castelli vicini a Narni facevano al Patrono San Giovenale. Un grande corteo, formato dalle autorità comunali e pontificie, le corporazioni ed appunto i castelli, muoverà dal palazzo del Podestà e attraversando le strade del centro raggiungerà la Cattedrale dove ad attenderli ci sarà il Vescovo monsignor Paglia. Da un paio di anni all’interno di questa bella cerimonia ne è stata inserita un’altra che si rifà alla liberazione, in segno di carità, di un prigioniero.
Riguardo alla Processione solenne che si snoderà per le vie cittadine la mattina del 3 maggio, al termine della messa solenne concelebrata dal Vescovo e dai Parroci di tutti i paesi del circondario, anche questo è un momento molto sentito dai narnesi. Il busto di San Giovenale viene portato a spalla, mentre la gente canta l’inno ad esso dedicato.
Di carattere assai meno religioso è invece la corsa storica che si corre nel pomeriggio dello stesso giorno sulla “Platea Major”, oggi piazza dei Priori. Si tratta di una gara equestre vera e propria, una corsa bruciante, che si corre su di una pista in sabbia allestita per l’occasione sulla piazza. Un’ottantina di metri di lunghezza per un’impresa assai difficile perché infilare un anello di pochi centimetri in groppa ad un cavallo che corre al galoppo non è cosa che può riuscire a tutti. Ed allora ci vogliono cavalieri specializzati per questo genere di corsa che è radicalmente diversa da quella moderna che si corre al campo dei giochi. Lì infatti il percorso è molto più grande, i cavalli raggiungono velocità molto alte e gli anelli da infilare sono due sulle rispettive corsie. Insomma la corsa storica è solo una lontana parente della moderna ma è quella vera, l’originale che si correva davvero nel 1371 dove erano assolutamente banditi ronzini, giumente e cavalli da tiro. A quei tempi non c’era un solo vincitore, come accade oggi, ma venivano premiati tutti quelli che riuscivano ad infilare il piccolissimo anello che era d’argento e valeva cento soldi cortonesi. La corsa storica che si corre in piazza dei Priori è accompagnata da una sorta di “maledizione”: chi la vince poi difficilemente riuscirà a fare una bella prova al campo dei giochi nel giorno della corsa moderna, ma questo pare non interessare più di tanto i cavalieri che vi partecipano i quali aspettano con grande trepidazione il momento di potersi lanciare sulla pista incitati da una folla ogni anno strabocchevole.
1/5/2004 ore 15:45
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