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Calvi: laureato in ingegneria ma con la passione per le truffe, questo l'dentikit del rapinatore
Emergono nuovi elementi riguardo al marocchino 45enne arrestato ieri dai carabinieri, che lo ritengono responsabile della rapina compiuta a gennaio nei confronti del parroco di Calvi dell'Umbria. I militari hanno il sospetto che il fantomatico "padre Benjiamin", che aveva telefonato tempo dietro alla diocesi per "raccomandare" questo straniero di cui aveva tessuto le lodi, non esista e che fosse stato lo stesso truffatore a spacciarsi per lui, camuffando la voce e inscenando la falsa telefonata. Come pure sembra plausibile che sia stato lo stesso rapinatore a falsificare la lettera di presentazione (intestata Ministero dell'Interno) con la quale si era presentato presso la curia e che portava sempre appresso, ogni volta che visitava qualche parrocchia. Una sorta di "lasciapasare" che risultava efficace per gli ignari parroci. E' anche venuto fuori che lo stesso marocchino, un uomo di una certa cultura essendosi laureato ingegneria dei materiali presso l'universitā francese, abitava da diverso stempo (si parla di alcuni anni) in una catapecchia della capitale, insieme ad una donna, trovata in casa dai carabinieri quando sono andati per fare un sopralluogo. Insomma, non si tratterebbe del solito extracomunitario che arriva in Italia con il solo scopo di delinquere, ma di un soggetto diverso. L'uomo avrebbe provato a vivere una vita "normale", poi, evidentemente colto dalla disperazione, si sarebbe messo a truffare i parroci; fino ad arrivare alla rapina a mano armata, perpetrata contro il sacerdote di Calvi. Prima della rapina, la Curia e quattro sacerdoti ternani c'erano cascati e la truffa era stata portata a compimento. Il prete di Calvi, di fronte a quell'uomo che tentava di convincerlo, aveva mostrato diffidenza; da qui la reazione dello straniero che aveva estratto la pistola puntandogliela contro e facendosi dare 100 euro.
16/2/2013 ore 11:23
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