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Calcio: i sindaci delle cittÓ che partecipano al campionato di serie B ribadiscono il loro "no" alle partite giocate il sabato pomeriggio
Il coordinamento dei Comuni le cui squadre di calcio militano nel campionato di serie B Ŕ tornato ad esprimere la propria contrarietÓ allo svolgimento delle gare di campionato nel pomeriggio del sabato, decidendo anche di avvalersi della facoltÓ dei sindaci di non concedere gli impianti "non volendo subordinare l'interesse collettivo e la sicurezza pubblica agli interessi economici, connessi anche all'esito della gara sui diritti televisivi". La nuova presa di posizione Ŕ arrivata al termine della riunione che si Ŕ tenuta ieri a Piacenza ed alla quale, in rappresentanza dell'amministrazione comunale di Terni, ha preso parte l'assessore allo sport Giuseppe Boccolini. I comuni di Cesena, Terni, Verona, Rimini, Modena, Cremona, Brescia, Treviso, Arezzo, Bergamo, Bologna, Mantova, Leffe, Ascoli, Bari e Trieste hanno ribadito le ragioni della loro opposizione rispetto alla decisione assunta all'unanimitÓ nella riunione dell'assemblea dei presidenti delle societÓ di serie B avvenuta il 19 maggio scorso: ragioni concrete come quelle legate alla indisponibilitÓ di agenti della Polizia Municipale da impiegare per i servizi negli stadi ed altre di carattere sociale e sportivo, come la concomitanza con manifestazioni di carattere amatoriale e dilettantistico. I sindaci avevano giÓ inviato una nota in questo senso al presidente della Lega Calcio e al presidente del Coni. Da parte della Lega, il segretario generale Marco Brunelli ha fatto sapere che "solo una decisione dell'assemblea di lega della serie B avrebbe potuto cambiare la situazione". In questo senso il sindaco di Piacenza, a nome del comitato, aveva chiesto un incontro con i presidenti dei club che questi ultimi hanno preferito posticipare attendendo prima l'esito della gara per i diritti televisivi. Sempre in occasione della riunione del coordinamento di Piacenza Ŕ stato deciso di inoltrare formale richiesta al Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, per ottenere un incontro nel corso del quale discutere sull'applicazione delle nuove normative in materia di sicurezza all'interno degli stadi. I sindaci e gli amministratori hanno affermato di condividere pienamente alcune misure, quali l'introduzione della biglietteria nominativa e la videosorveglianza; hanno per˛ ribadito che preferirebbero concordare a livello locale l'eventuale adozione degli elementi di separazione, la realizzazione di fossati, recinzioni esterne e tornelli d'ingresso, "in quanto tali strumenti appaiono in contrasto con le linee innovative e le sperimentazioni di altri paesi dove la sicurezza negli stadi Ŕ ormai un elemento acquisito".


1/8/2005 ore 11:05
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